L’Enciclica del Papa: “fate tutti schifo tranne noi che siamo bellissimi!”

Notizia proposta da lineagoticafight

E’ uscita un’enciclica di Benedetto XVI dove questi attacca molti dei principi su cui si basa l’etica delle persone: “Marxismo e Illuminismo sono speranze terrene fallite…Non è la scienza che redime l’uomo…l’ateismo è una protesta contro Dio e le ingiustizie del mondo”.

Infatti l’illuminismo (Voltaire, Rosseau, Kant, Montesquie, Beccaria, ecc. ovvero i padri morali del mondo etico moderno) ha fallito, ha vinto l’Inquisizione della Chiesa, che ci ha fatto brillare, nei roghi in cui furono bruciati coloro che la pensavano diversamente. Il comunismo ha fallito dove è stato applicato, ma non hanno fallito le idee di Marx che stanno alla base delle socialdemocrazie di tutto il mondo.

Segue

Resistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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10 risposte a “L’Enciclica del Papa: “fate tutti schifo tranne noi che siamo bellissimi!”

  1. grazie per avere linkato la notizia. teniamo duro e difendiamo la laicità dello Stato!

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  2. >ma non hanno fallito le idee di Marx che stanno >alla base delle socialdemocrazie di tutto il mondo.

    Forse che Marx rinfacciava alla chiesa di Roma di essersi allontanata dalle sue origini, quando a Gerusalemme il vero successore di Gesù era Giacomo il giusto fratello del signore???

    peppe

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  3. Caro Peppe,
    ma chi ti ha detto questa fesseria?
    Giacomo fu solo il cugino di Gesù.
    Le chiavi della sua Chiesa Gesù le diede a Pietro.

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  4. Non si capisce perchè “adelphoi” dovrebbe essere interpretato come “cugini”, quando in greco esiste un termine specifico per indicare tale grado di parentela: “anepsioi”, corrispondente a cugini.

    peppe

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  5. Le chiavi della sua Chiesa Gesù le diede a Pietro.
    ——————————————————————–

    Vallo a raccontare a Tommaso, quello di Nag Hammadi però, non lo scettico dei vangeli canonici

    peppe

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  6. spiritualrationality

    Grazie Peppe. Un utile contributo. Purtroppo non posso seguire e rispondere a tutti i commenti per cui un dialogo tra i lettori è oltremodo utile e benvenuto.
    Riguardo al tema aggiungerei che, dovendo sostenere che Gesù sia stato figlio unico di Maria, gli studiosi credenti generalmente sostengono che nella lingua originale la stessa parola ha il significato di fratello che di cugino.
    Ma, anche ammesso e non concesso che il testo greco sia una traduzione da uno precedente, visto che in greco i termini sono diversi, o si dovrebbe pensare ad un errore o una scelta intenzionale. IN OGNI CASO COME LA METTIAMO CON L’”ISPIRAZIONE DIVINA”? AVREBBE PERMESSO UNA TRAVISAZIONE TANTO GRAVE E IMPORTANTE IN RELAZIONE A PUNTI FONDAMENTALI DELLA FEDE?
    Che affidamento ne conseguirebbe per l’affidabilità di tutti i testi “ispirati”?

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  7. Caro spiritualrationality,

    le tue domande sull’ispirazione divina dei testi canonici sono molto interessanti.
    Vedi, questa ispirazione pervade i vangeli e ci svela la salvezza operata da Gesù.
    Ma a differenza dell’Islam, ad esempio, dove l’ispirazione divina è considerata diretta senza alcuna mediazione da parte di Maometto, nel Cristianesimo il messaggio di Gesù riportato dai vangeli si origina dalla testimonianza dei suoi apostoli e dei discepoli.
    Questa storicità dei vangeli comporta una mediazione da parte degli autori, del periodo e dell’ambiente in cui furono scritti. Per questo abbiamo quattro vangeli differenti, ma ciò conferma il fatto che siano delle testimonianze autentiche.

    Come sai i vangeli nascono in ambiente giudaico, la primissima Chiesa è giudaizzante, quindi il materiale che confluì nella stesura definitiva dei vangeli apparteneva a questa cultura. E’ per questo motivo che ritroviamo il generico termine greco “adelfòs”, l’unico che traduceva l’aramaico “aha”. Di questo si è certi perchè i vangeli indicano chiaramente che Giacomo non è figlio della madre di Gesù (Mt 27, 55-56; Mc 15, 40-41).

    Un caro saluto.

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  8. Caro Peppe,

    il cosiddetto, “vangelo di Tommaso” ritrovato a Nag Hammadi consiste in una elaborazione secondo gli schemi della cultura occidentale di stampo ellenista che non ha niente in comune con la visione semita-ebraica dei vangeli canonici. Solo questi ultimi si rifanno alla primissima testimonianza apostolica, sono i testi più antichi e unanimemente accettati dalle primissime comunità cristiane.
    Nel cristianesimo mistico-filosofico dello gnostico “vangelo di Tommaso” non c’è posto per la corporeità del Cristo è, quindi, neanche della sua chiesa.

    Un saluto.

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  9. spiritualrationality

    A tempo libero scansiono un libro che ritengo molto interessante: “Jésus après Jésus” di Gherard Mordillac e Jérome Prier.
    Sul tema dei fratelli/cugini ho caricato un file che tratta la questione in modo chiaro e, credo, serio (su http://groups.google.it/group/spiritualita-razionale-e-laica/files?err.r=1&amp😉

    Gli autori analizzano il tema prendendo come “buoni” gli scritti Cristiani. Quindi dall’interno.
    Altri studiosi hanno molte più riserve sui testi….

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  10. E’ il secondo capo della primitiva comunità cristiana di Gerusalemme. Il secondo vescovo, come lo chiama nella sua Storia ecclesiastica Eusebio di Cesarea. Il primo è stato l’apostolo Giacomo di Alfeo, detto il Minore, ucciso nell’anno 63. Tuttavia non sembra che Simeone sia stato chiamato subito a succedergli. L’epoca, infatti, è quella del travaglio all’interno delmondo ebraico, che precede la rivolta armata contro il dominio romano. Segue poi la spietata repressione militare, sotto il comando del futuro imperatore Tito, con la devastazione della Città Santa, e col Tempio saccheggiato e distrutto.
    L’elezione di Simeone è stata riferita da Egesippo, uno dei primissimi scrittori cristiani, forse palestinese, giunto a Roma verso la metà del II secolo. E sulle sue informazioni lo storico Eusebio scrive: «Dopo il martirio di Giacomo e la caduta di Gerusalemme che subito seguì, narra la tradizione che gli apostoli e i discepoli del Signore che erano ancora in vita […] si unirono ai parenti del Signore (la maggior parte dei quali era ancora in vita a quel tempo) e tennero consiglio tutti insieme per decidere chi giudicare degno di succedere a Giacomo. All’unanimità tutti designarono vescovo Simeone, figlio di Cleofa che è menzionato nel Vangelo » (Storia ecclesiastica, III,11). Simeone è dunque figlio di Cleofa; è uno dei due discepoli che sulla strada di Emmaus incontrarono il Risorto, senza dapprima riconoscerlo, come scrive san Luca. È ritenuto parente di Gesù attraverso la moglie, forse cugina di Maria di Nazareth.
    tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/41450

    come vedi è il falsario Eusebio, nella sua Storia Ecclesiastica, ci racconta della successione dei capi dopo Gesù.
    Il primo fu un Giacomo e non Pietro, il secondo Simeone.
    Ora se il Vangelo di Tommaso riporta che Gesù dice di fare affidamento a Giacomo il Giusto quando lui non ci sarà più, pare evidente che il PRIMATO di Pietro è storicamente una FAVOLA.

    peppe

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