La Croce e il Crocifisso

La croce ed il crocifisso sono simboli molto antichi che si trovano intorno al mondo molto prima del supposto avvento del salvatore Cristiano. Nella storia del vangelo Gesù dice ai suoi discepoli di “prendere su la croce” e di seguirlo. Ovviamente, la croce esisteva ed era un simbolo ben noto, tale che Gesù non dovette spiegare questa strana affermazione su un oggetto che, siamo portati a credere, avrebbe acquistato significato dopo che Gesù morì su di esso.

La riverenza pre-Cristiana per la croce ed il crocifisso, per es., la croce con un uomo su di essa, viene ammessa dal “santo Padre” Minucio Felice (211):

Per quanto riguarda l’adorazione della croce che voi (Pagani) obiettate contro di noi (Cristiani)…. che noi né adoriamo le croci né le desideriamo: siete voi, voi Pagani… che siete le persone più probabili per adorare croci di legno… poiché che altro sono le vostre insegne, bandiere, e stendardi, nient’altro che croci dorate e belle. I vostri trofei vittoriosi non solo rappresentano una semplice croce, ma una croce con un uomo su di essa.9

In realtà i primi Cristiani erano disgustati dall’immagine di un uomo che pendeva da una croce, che non fu adottata dalla chiesa Cristiana fino al 7° secolo. Infatti, il crocifisso con un uomo su di esso era stato importato a Roma dall’India molti secoli prima dell’era Cristiana. Veramente, come afferma Walker, “I primi Cristiani ripudiavano persino la croce perché era pagana… Le prime immagini di Gesù lo rappresentavano non su una croce, ma (come) ‘Buon Pastore’ che portava un agnello alla maniera di Osiride o di Ermete”.10 Come affermato, l’occupante originale della croce era un agnello, non un uomo. Come l’immagine dell’uomo sulla croce, anche quella dell’agnello crocifisso era molto antica, precedendo l’era Cristiana di secoli. Come racconta Taylor:

In una medaglia Fenicia ritrovata nelle rovine di Cizio, e riprodotta nei Viaggi di Dr. Clarke, che lui stesso dimostra essere Fenicia, sono incise non solo la croce, ma (anche) il rosario, o filo di perline attaccate ad essa, insieme alle identiche parole Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.

La croce era venerata anche dall’antico popolo chiamato Pigmei. Come riferisce Churchwards:

Questo Segno o Simbolo primario, modellato agli inizi dai Pigmei Africani per rappresentare “L’Unico Grande Spirito”, è stato tramandato da vari culti durante l’evoluzione umana, fino alla Croce delle Dottrine Cristiane del giorno d’oggi; ha sempre rappresentato l’ Unico Grande Uno.11

Così Churchwards rivela che i Pigmei erano monoteisti molto antichi, evidentemente migliaia di anni prima dell’era Giudeo-Cristiana. Egli rivela anche il vero significato della croce:

Fondamentalmente la Croce era astronomica. Una Croce con braccia uguali denota il tempo di uguale giorno e notte, ed è una figura dell’equinozio.12

Come dice Derek Partridge, “Quello che rappresenta veramente una croce con un cerchio in essa…. è il sole che si affievolisce o morente nello zodiaco, e non un uomo”.13

La croce è l’emblema celeste del sole ma serve anche come simbolo fallico. Come riferisce Carpenter, “La ben nota croce a forma di T era in uso nelle terre pagane molto prima del Cristianesimo, come rappresentazione del membro maschile…..”14 Walker ripete, “la croce era anche un simbolo maschile della Pianta della Vita fallica”.15

Dell’origine Pagana del Cristianesimo e della croce, Higgins conclude:

Mr. Ledwick ha osservato che la presenza di strumenti Pagani e croci sulla stessa moneta non sono inusuali, poiché i Cristiani in quei primi tempi erano per la maggior parte semi Pagani. Questo è diametralmente opposto a tutte le dottrine dei Protestanti sulla purezza originale della religione di Cristo, e la sua successiva corruzione dai Romanisti…. Di fatto è mero nonsenso, poiché non ci può essere alcun dubbio che la croce era uno dei simboli più comuni dei Gentili, e fu adottata dai Cristiani come tutti i loro riti e cerimonie dai Gentili16

Citazioni:

9. Doane, 197.

10. Walker, WEMS, 188.

11. A. Churchward, 9.

12. A. Churchward, 363.

13. “The Naked Truth.’

14. Carpenter, 183.

15. Walker, WEMS, 188.

16. Higgins, I, 219.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

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9 risposte a “La Croce e il Crocifisso

  1. Allucinante! Non ho mai letto così tante panzane antistoriche in così poche righe.
    Mi sembra tutta una burla, non mi dite che credete davvero a questo cumulo di sciocchezze? La cosa più assurda è questa mania di voler a tutti i costi trovare un collegamento tra le prime comunità cristiane e le religioni più disparate (AH! AH! AH! AH! AH! addirittura i pigmei…non ci posso credere!). Se invece di lavorare di fantasia vi metteste a studiare, scoprireste che i primi cristiani sono tecnicamente dei giudeo-cristiani. Il loro retaggio religioso-culturale gli impediva di importare astrusi simbolismi dal paganesimo. La realtà è molto più semplice e logica. La croce acquistò il suo simbolismo perchè vi fu appeso Gesù. Cosa normalissima per quei tempi, essendo il modo più diffuso tra i Romani per giustiziare nel modo più riprorevoli i condannati. Già per le primissime comunità cristiane la croce rappresentò il grande sacrificio di Gesù, quindi la redenzione. Era, ed è, il simbolo stesso di Gesù, “Signum Christi”, che, immolandosi per noi, ci apre le porte della vita eterna. Egli ha trasformato lo strumento di morte in sogente di vita, di salvezza e di gioia per il mondo intero. I cristiani hanno sempre raffigurato la croce considerandola un segno di fede e consolazione, infatti le sue primissime raffigurazioni le troviamo principalmente nei cimiteri cristiani per consegnare i cari defunti alla salvezza operata da Gesù. La storia dell’agnello crocifisso è una pura invenzione, non ne esiste alcuna raffigurazione. All’inizio, per paura delle persecuzioni, la croce veniva raffigurata in forma dissimulata, la ritroviamo, infatti, nelle ancore cruciformi, inserita nei pani eucaristici, ecc… tutti motivi ornamentali che decoravano le pareti di cappelle e loculi nelle catacombe (antichi cimiteri). Anche il monograma di Gesù, formato dalla sovrapposizione delle prime due lettere greche del nome di Cristo, “chi” e “ro”, nasconde la sagoma di una croce. I primi cristiani ripudiavano la croce perchè pagana? AH! AH! AH! Ma si può essere più ignoranti? Tra le più famose croci cristiane posso citare la cosiddetta “iscrizione di Rufina” nelle catacombe di S. Callisto, a Roma, del III secolo d.C., un’epigrafe che ricorda il nome di una certa Rufina Irene con sotto incisa una croce greca, della stessa epoca, sempre a Roma, si può ammirare nella tomba degli Aurelii un affresco che mostra un personaggio con in mano una croce. Nel cimitero di Domitilla, incisa su una tomba di una fanciulla cristiana di nome Gaudentia, del III secolo d.C., è possibile osservare una bella croce greca. Famosissima, del I secolo d.C., è una croce cristiana “latina”, scoperta nel 1937, incisa sulla parete di una casa di Ercolano sepolta dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ancora, nelle catacombe di S. Priscilla, aderente al loculo di una tomba cristiana del II secolo d.C., una tegola riporta raffigurate tre croci greche. E che dire del famosissimo graffito ritrovato sul colle Palatino a Roma. Si tratta di un disegno di età Severiana (193- 211 d. C.), ora conservata nell’antiquarium, raffigurante la caricatura di un uomo crocifisso con testa d’asino, con ai suoi piedi un altro uomo in atto di adorazione, il tutto accompagnato dalla scritta: “Alessameno adora il suo Dio”. E’ proprio l’inconcepibile, per un pagano, usanza dei cristiani di adorare un uomo crocifisso che viene messa alla berlina. Per dileggio l’uomo crocifisso viene raffigurato con la testa d’asino. Perchè la verità storica è proprio questa: contrariamente alle vostre asinerie, i Romani non hanno mai capito il perchè del culto della croce, tanto è vero che Paolo diceva ai Corinzi: « Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani» (1 Cor 1, 23). Un consiglio? Studiate! Altrimenti state zitti! Ciao a tutti, Luis.

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  2. caro Luis di solito chi da dell’ignorante agli altri finisce per darlo a se stesso, specie se fa come te non portando nessuna prova degna di attenzione.
    a tal proposito visto il tuo fervore religioso non ti sarà certo sfuggito San Giustino Martire, uno dei padri della chiesa che nella sua “1a Apologia” scrive:

    XXII.- 1. Il Figlio di Dio, chiamato Gesù, se anche fosse solo uomo comune
    per sapienza, sarebbe degno di essere chiamato figlio di Dio. Infatti tutti
    gli scrittori chiamano Dio padre sia degli uomini sia degli dei.

    2. Se poi, come abbiamo affermato sopra, noi affermiamo che Egli è stato
    generato da Dio come Logos di Dio stesso, in modo speciale e fuori dalla
    normale generazione, questa concezione è comune alla vostra, quando dite
    che
    Ermete è il Logos messaggero di Zeus.

    3. Se poi qualcuno ci rimproverasse il fatto che Egli fu crocifisso anche
    questo è comune ai figli di Zeus annoverati prima, i quali, secondo voi,
    furono soggetti a sofferenze.

    4. Anche di loro infatti si narrano patimenti di morte non eguali, ma
    diversi. Cosicché neppure nella particolarità della sofferenza Egli sembra
    essere inferiore; anzi, come abbiamo promesso, nel seguito del discorso
    dimostreremo che è anche superiore; o meglio, questo e già dimostrato:
    infatti chi è superiore si rivela dalle opere.

    5. Se poi diciamo che è stato generato da una vergine, anche questo sia per
    voi un elemento comune con Perseo.

    6. Quando affermiamo che Egli ha risanato zoppi e paralitici ed infelici
    dalla nascita, e che ha resuscitato dei morti, anche in queste affermazioni
    appariremo concordare con le azioni che la tradizione attribuisce ad
    Asclepio.

    oltre alle similitudini raccontate da giustino con gli dei ellenici ti invito ad approfondire le innumerevoli similitudini tra il dio del sole egiziano Horus e Gesù cristo.

    Un consiglio? Studia di più e magari da fonti che non siano prettamente ecclesiastiche.
    chip

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  3. spiritualrationality

    Grazie del contributo.

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  4. Spero di non disturbare, se mi permetto di postare un nuovo commento,
    ma essendo stato chiamato in causa, penso di poter avere la possibilità di una piccola replica.

    Caro Chip, dici bene,
    S.Giustino è un autore che ricorre spesso nei miei studi e, in particolare, la sua I° Apologia è un’opera che conosco molto bene.

    Vedi, carissimo, S.Giustino, pur essendo nato presso l’antica Sichem, nella regione della Samaria, in Palestina (intorno all’anno 100), era di origini latine o greche. Come riferisce lui stesso nel “Dialogo con Trifone” venne cresciuto nel paganesimo e ebbe un’ottima educazione con studi approfonditi sulla filosofia classica. La sua ricerca della “verità” lo portò a frequentare molte scuole filosofiche, quella stoica, quella peripatetica, il platonismo, ecc.. Alla fine trovò quello che cercava nel Cristianesimo, infatti si convinse che la “visione di Dio” era lo scopo della filosofia.

    Per S.Giustino il progetto divino della creazione e della salvezza che si compie in Gesù Cristo, il Logos, cioè il Verbo eterno, la Ragione eterna, la Ragione creatrice, coinvolge ogni uomo, quindi anche i pagani, che essendo creature razionali, sono partecipi del Logos. Egli vide anche nella filosofia classica il “seme” della verità. E’in quest’ottica che va letto il brano della I° Apologia che hai citato. In esso S.Giustino cerca i punti di contatto tra la sapienza antica con il Logos, le caratteristiche del Cristo che si avvicinano alle intuizioni pagane, ma sempre rimarcando la superiorità del Figlio di Dio, infatti scrive “…anzi, come abbiamo promesso, nel seguito del discorso dimostreremo che (il Logos) è anche superiore, o meglio, questo è già dimostrato: chi è superiore si rivela nelle opere”.

    In questo modo S.Giustino, orienta decisamente al Logos qualunque verità filosofica, cioè l’area privilegiata dell’incontro tra paganesimo, giudaismo e cristianesimo proprio sul piano della critica alla religione pagana e ai suoi falsi miti.

    Altro dato importantissimo, da non sottovalutare e a riprova di tutto ciò che ho scritto, è il fatto che S.Giustino pagò con la vita il suo essere cristiano, versò il suo sangue pur di non sacrificare agli déi pagani.

    Per quanto riguarda le supposte similitudini tra Gesù ed Horus, ti posso confermare che conosco questa teoria, ma l’ho trovata molto campata in aria, non suffragata da seri riscontri storici. Gesù è un personaggio storico vissuto realmente, mentre Horus è solamente uno dei tanti déi del pantheon egizio.
    Se ti interessa approfondire il discorso sono a tua disposizione.

    Un saluto

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  5. Caro Luis, credo che ti convera’ a questo punto riaprire i libri di scuola, la ” teoria ” di Horus come la chiami tu e’ nei geroglifici, cioe’ come si direbbe adesso nero su bianco, molti secoli prima di Cristo.

    L’icona di Cristo non e’ nient’altro che uno scopiazzamento dei molteplici adoratori del Sole al quale ogni popolo ha dato i suoi natali.

    Iside: divinità egizia rappresentata con il figlio Orus in braccio. E’ evidente l’analogia con l’immagine della Madonna, anche perché Orus, secondo la tradizione, nacque il 25 dicembre, il padre Osiride fu ucciso di venerdì e risorse dopo tre giorni, e la sua religione include il battesimo, la confessione ed il Pater Noster. Al suo culto si farebbero risalire le eresie cristiane dualiste e la credenza templare nel Bafometto, un essere femminile con la barba rappresentato anche nei templi egiziani. La chiave del mistero, secondo alcuni studiosi, sarebbe racchiusa nell’immagine della Madonna nera che, nel caso degli zingari, chiamati anche gli egiziani, per la loro lunga permanenza nel paese delle piramidi, diverrebbe la doppia trasposizione, in chiave cristiana, della figure di Kalì Durga, moglie di Siva, e della stessa Iside.

    CRISTIANESIMO E MITO

    Riportiamo di seguito i paralleli mitologici tra divinità pre-cristiane e Gesù Cristo a dimostrazione del fatto che la figura di Gesù fu mitizzata con insegnamenti già esistenti. Alle spalle delle diverse tradizioni religiose c’è la tradizione unica che ha preso molteplici forme. Questi miti, quando vengono scambiati semplicemente con verità storiche, danno vita a forme di religione popolare e superstiziosa. Quando invece la persona scopre in essi gli archetipi di verità universali si eleva a stati mentali superiori. In questo caso essi svolgono la loro funzione spirituale. Dimostriamo inoltre in questo modo che il cristianesimo non è una religione innovativa ma sincretista in quanto ha unificato in se gli insegnamenti ebraici e pagani che la precedettero.

    OSIRIDE Le leggende di Osiride e di Horus risalgono a migliaia di anni addietro e molti popoli, per millenni, hanno creduto che Osiride fosse una persona reale, vissuta fisicamente, secondo alcuni, ben 22.000 anni or sono(!) Il culto di Osiride, di Iside e di Horus era comunque largamente diffuso in tutto il mondo antico, compresa Roma. Secondo le piu’ comuni credenze egiziane Osiride ed il suo figlio Horus erano personaggi frequentemente intercambiabili: Io e mio Padre siamo Uno. Tra tutti gli dei “salvatori” adorati all’inizio dell’era cristiana, Osiride ha contribuito con molti particolari alla definizione della figura del Cristo. Gia’ molto vecchio in Egitto, Osiride fu poi identificato con altri dei egiziani a lui vicini e, poco alla volta, fini’ per assorbirli tutti; gli sono state attribuite oltre 200 definizioni divine ereditate dagli altri dei. Tra le sue caratteristiche si nota: La venuta di Osiride fu annunciata da tre Uomini Saggi (che portano i nomi di quelle tre stelle della cintura di Orione che puntano direttamente alla stella Sirio, ritenuta la stella di Osiride. Egli era considerato: Il Buon Pastore Il Re dei Re La resurrezione e la vita Signore dei signori Dio degli Dei Eterno ed immortale La sua “carne” era mangiata in comunione, sotto forma di focacce di frumento: la pianta della verita’ Dall’inizio alla fine Osiride fu l’uomo-dio egiziano che soffri’ e che mori’ Al momento della sua morte il sole si oscuro’ Osiride discese all’inferno Osiride risorse, per regnare eternamente in paradiso. Il culto di Osiride contribui’ con numerose idee e frasi alla stesura della prima Bibbia ebraica. Il Salmo 23 e’ la copia di un testo egiziano che nomina Osiride come il “Buon Pastore” che conduce i defunti verso i verdi pascoli e le fresche acque della terra di Nefer-Nefer, che ristora i corpi e le anime e da’ loro protezione nella valle delle Ombre della Morte. Anche la nota preghiera del Padre Nostro ha le sue ancestrali origini in un inno dedicato ad Osiris/Amen: O Amen, che sei nei cieli… Alcuni autori hanno notato strabilianti somiglianze tra gli insegnamenti di Osiride e quelli dei Vangeli; alcune frasi sono simili parola per parola. Esistono somiglianze anche nei riti come, per esempio, l’elevazione dell’ostensorio. Osiride, nella sua veste di Karast (KRST) egiziano, esprimerebbe il concetto primo del Cristo, ripreso successivamente dai movimenti gnostici e poi adottato a Roma. Osiride era anche considerato il Dio del Vino e un maestro itinerante che porto’ la civilta’ nel mondo. Nella sua passione Osiride fu vittima delle trame del fratello Set e dei suoi 72 accoliti. Come per Gesu, la resurrezione di Osiride serviva a dare speranza a tutti quelli che credono nella vita eterna.

    HORUS Passiamo ora la mito di HORUS, considerato figlio di Osiride o anche una sua rinnovata incarnazione. Horus ha in comune con la storia di Gesu i seguenti punti: Il padre terreno di Horus si chiamava SEB (= Giuseppe) La madre di Horus era ISIS-MERI, o anche MATA-MERI (Madre Maria) L’angelo Thot annuncia ad Isis che dovra’ concepire Horus Isis ha concepito il figlio verginalmente, per intervento del Santo Spirito Horus e’ nato il 25 Dicembre E’ nato in una grotta e/o mangiatoia La sua nascita e’ stata annunciata da una “stella d’oriente” Dopo la nascita Horus viene adorato dai pastori La sua nascita e’ stata assitita da tre “uomini saggi” I tre uomini saggi (Magi) gli offrono dei doni All’eta’ di 12 anni Horus insegna nel tempio di Ptah Horus scompare dalla circolazione per 18 anni (dai 12 ai 30) Horus era definito dai suoi seguaci come: Figlio unto di Dio Figlio dell’uomo Il Buon Pastore La via La verita’ La luce Il messia L’unto Il KRST (il Cristo) Fanciullo divino Iusa: il figlio prediletto PTAH (il padre) Horus e’ stato battezzato sulle rive del fiume Eridanus/Iarutana(Giordano) da “ANUP il Battista” (Giovanni) Horus ha ricevuto il battesimo a 30 anni

    Anup il Battista e’ stato in seguito decapitato Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro il demonio SET (Sata/Satana) Horus aveva 12 discepoli Horus pronuncio’ un sermone su di un Monte ed i suoi seguaci raccolsero le sue parole e le tramandarono ai posteri come “I DETTI DI IUSA” Due degli apostoli di Horus erano considerati suoi “testimoni” (assistenti) e si chiamavano ANUP e AAN (i due Giovanni) Horus si e’ trasfigurato su di un Monte Ha esorcizzato i demoni Ha guarito molte malattie Ha risuscitato AL-AZARUS (EL-OSIRIS) dalla morte Horus ha camminato sulle acque E’ stato crocifisso E’ stato crocifisso tra due ladri oppure, secondo un’altra tradizione, tra i due discepoli Anup ed Aan Dopo la morte e’ disceso all’inferno E’ stato sepolto per tre giorni in una tomba Dopo tre giorni e’ risorto Nella sua simbologia era compreso il pesce, l’agnello, il leone La trinita’ egizia era composta da Osiride-Iside-Horus Horus e’ sceso in terra per “compiere la legge” Come per Gesu, si supponeva che Horus avrebbe regnato per 1000 anni.

    NOTE E COMMENTI A Luxor, nella Valle dei Templi, su alcuni edifici risalenti a circa il 1500 a.C. si possono vedere immagini relative all’Annunciazione, all’Immacolata Concezione di Iside ed ai Magi che offrono doni a Horus. Nelle catacombe di Roma ci sono invece dei dipinti che rappresentano la vergine Iside con in braccio Horus bambino. Questi prototipi della Madonna con Bambino sarebbero opera di seguaci gnostici. Nelle chiese cattoliche piu’ antiche e’ facile vedere sopra l’altare maggiore un triangolo equilatero che racchiude un occhio; e’ un simbolo del culto egiziano che simboleggia l’onnipresenza dell’occhio di Osiride.

    ADONIS Gerolamo, uno dei primi padri della chiesa, ammetteva che Betlemme era stata, in origine un luogo sacro dedicato al dio-salvatore Adonis, divinita’ solare della fertilita’. Adonis sarebbe nato centinaia di anni prima dell’era cristiana nella stessa grotta che, piu’ tardi, si suppose fosse il luogo di nascita di Gesu. Adonis e’ stato uno degli dei favoriti dai semiti e dagli ebrei ed ogni anno, durante la sua “passione”, nel Tempio di Gerusalemme, le donne lamentavano la morte del “salvatore” rappresentato con una corona di spine in capo e sacrificato nelle sembianze di un agnello. Nello stesso Tempio la dea Ishtar era adorata nelle sembianze di Maria, Regina del Cielo (Ezec.8:14). Adonis/Tammuz fu importato da Babilonia dagli ebrei tornati dall’esilio ma questa divinita’ pare fosse molto piu’ antica. Il culto era stato derivato da quello del dio-salvatore dei sumeri Dumusi, il “figlio del sangue”. Tammuz conduceva al pascolo le greggi celesti che si riteva fossero le anime dei morti salite in cielo. I punti in comune con il mito cristiano sono: La madre si chiamava Myrrha (Mylitta) Myrrha era una vergine consacrata al Tempio, identificata poi come Maria dai primi cristiani Il concepimento e’ stato verginale Adonis e’ nato il 25 Dicembre Adonis era chiamato: Salvatore Guaritore Pastore celeste Adonis e’ morto nel solstizio di primavera Dopo la morte Adonis e’ disceso nell’inferno Adonis moriva e risorgeva nuovamente in cicli periodici, come gli dei della vegetazione e della fertilita’. E’ stato assimilato al dio Sole che ugualmente moriva e rinasceva in cielo secondo il ciclo delle stagioni. NOTE E COMMENTI Il culto di Tammuz occupava una posizione centrale tra i sacri miti di Gerusalemme; il Nuovo Testamento lo ha abbassato di rango e lo ha trasformato in un semplice apostolo di nome Tommaso. Nella sua veste di dio della fertilita’, Adonis era rappresentativo dello “spirito del grano”. Betlemme significava Casa del Pane, Casa del Grano o anche Casa del Pane di Grano. Questi significati si sono persi nel mito cristiano facendo dire a Gesu, come il suo predecessore Horus, “Io sono il pane della vita”.(Gv 6:48)

    BAAL Baal era un dio di origine fenicia il cui culto era molto seguito anche in Palestina, sino ai tempi della distruzione di Gerusalemme. La “passione” di Baal e’ ben descritta su tavolette vecchie di 4000 anni, oggi conservate al British Museum di Londra. Punti in comune con il culto cristiano: Baal e’ stato fatto prigioniero E’ stato condotto in una aula di giustizia E’ stato tormentato e schernito dalla plebe E’ stato trascinato su di una altura I suoi vestiti sono stati divisi tra i suoi aguzzini E’ stato condannato con altri due prigionieri Dopo la sua morte la plebe si abbandona ad eccessi Baal e’ resuscitato e la pietra tombale e’ scivolata via dalla tomba per divino intervento Dopo la resurrezione e’ stato visto da alcune pie donne e da altri suoi seguaci. NOTE E COMMENTI Per la precisione Baal non e’ il nome di un dio. In cananeo significa “signore” e veniva usato come attributo ricorrente, o titolo, per le divinita’ ed infatti Yahve era anche chiamato Baal. Il Baal qui’ menzionato ha un suo nome specifico: ALEIAN-BAAL. Nella demonologia medievale esso divenne un diavolo, re dell’inferno, insegnante di ogni genere di conoscenza e comandante di 66 legioni demoniache. Cristianesimo ed ebraismo, infatti, hanno sempre assimilato gli dei altrui a demoni inviati dall’inferno per essere adorati dagli altri popoli (sulla scia dei ragionamenti del Deuteronomio); niente da stupirsi quindi che le divinita’ cananee venissero considerate esseri demoniaci dai rabbini e che i Crociati e, piu’ tardi, i Padri Pellegrini considerassero musulmani ed indiani “adoratori del diavolo”.

    MITRA Mitra e’ una divinita’ molto antica, (sicuramente attestata nel 1400 a.C.) il cui culto era diffuso sia in Persia che in India (Mitra-Varuna), ed ha anticipato il “salvatore” cristiano di parecchi secoli. Il mitraismo e’ uno dei sistemi religiosi piu’ vecchi della terra e le sue origini risalgono all’epoca storica delle primitive razze persiane. Resta comunque difficile dire quando questo culto sia nato; si hanno testimonianze di un culto similare su uno dei libri induisti Rgveda: Il Libro Della Lode, dove viene individuato come Mitra-Varuna. In effetti il culto di Mitra era, nei decenni che precedettero l’era cristiana, il piu’ popolare ed il piu’ diffuso dei culti pagani. Nel 65-63 a.C. le armate di Pompeo si convertirono in massa a questa fede e la introdussero in tutto l’Impero Romano dando origine ai Misteri Mitraici di Roma. Il mitraismo si sviluppo’ con grande rapidita’ attraverso tutto l’Impero e fu adottato, sostenuto e protetto dai numerosi imperatori che precedettero Costantino. Il mitraismo ha rappresentato il piu’ grande ostacolo alla diffusione del nuovo cristianesimo e quest’ultimo ebbe la meglio, di stretta misura e per motivazioni del tutto politiche. Mitra ha in comune con Gesu i seguenti particolari: Mitra e’ nato da una vergine E’ nato il 25 Dicembre E’ nato in una grotta, riscaldato da un toro Alla sua nascita hanno assistito numerosi pastori recanti doni Mitra e’ stato considerato come: Il salvatore La via La verita’ La luce Il messia Il pastore di Dio Il redentore Il logo Mitra ebbe 12 compagni o discepoli Fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro Mitra promise ai suoi seguaci l’immortalita’ Fece parecchi miracoli

    La sua religione comprendeva il rito dell’Eucarestia, o Cena del Signore, durante la quale Mitra affermo’: “Coloro che non mangeranno del mio corpo e non berranno del mio sangue in modo da essere una sola cosa con me ed io con loro, non potranno essere salvi”. Nella sua veste di “Grande Toro del Sole” Mitra sacrifico’ se stesso per la pace nel mondo Mitra e’ morto nel solstizio di primavera E’ stato sepolto in una tomba E’ resuscitato dopo tre giorni La sua resurrezione veniva celebrata ogni anno Mitra aveva le sue maggiori celebrazioni in quel periodo dell’anno che piu’ tardi divenne la Pasqua Il suo giorno consacrato era la domenica, il Giorno del Signore Il suo sacrificio annuale era considerato una simbolica espiazione ed un pegno di rigenerazione fisica e morale Il culto prevedeva la pratica del battesimo e della benedizione Il culto prevedeva il rito della Confermazione o Cresima.

    NOTE E COMMENTI Alcuni dei sotterranei del Vaticano risalgono a prima del 376 d.C. e sono quelli del precedente tempio di Mitra. In quell’anno, il 25 Dicembre, il prefetto di Roma, su ordine dell’Imperatore, soppresse il culto di Mitra e consegno’ il santuario al nuovo culto rivale. L’attuale complesso del Vaticano e’ costruito sopra l’antico papato di Mitra e la gerarchia della chiesa e’ oggi del tutto identica a quella mitriaca originale; esistevano infatti dei “padri” che guidavano i fedeli; il capo dei padri, una specie di papa, che era sempre vissuto a Roma, era chiamato “Pater Patratus” o anche Papa o Pontefice Massimo. La collina del Vaticano a Roma, considerata come sacra a Pietro, la “roccia” del cristianesimo, in origine era consacrata a Mitra e a questo proposito sono stati rinvenuti parecchi reperti. Alcuni autori sostengono che anche la improbabile casa di Paolo a Roma fosse anch’essa un sito di culto mitraico.

    I cristiani copiarono molti particolari della religione misterica di Mitra, come ad esempio: – la struttura dell’altare – l’ostia – l’uso dell’acqua santa – il segnarsi in fronte con le dita – ecc. A chi faceva notare queste coincidenze, i primi cristiani rispondevano che era stato il Diavolo a creare questo stato di cose per confondere i fedeli! Nei primi secoli dell’era cristiana, la mescolanza delle credenze di Attis con quelle di Mitra e, piu’ tardi, con quelle di Gesu’ avvenne lentamente nel tempo e senza soluzione di continuita’. Inoltre la sua influenza nella formulazione del credo zoroastriano e’ innegabile. Il culto di Mitra era diffuso anche in Cina dove era conosciuto come “L’Amico” e rappresentato nelle vesti di un Generale difensore dell’uomo in questa vita e protettore dal male nella vita post-mortem.I resti e le rovine dei templi mitriaci sono reperibili ovunque: dalla Palestina al Nord Africa, dai territori dell’ex impero romano sino all’Europa centro/settentrionale ed in Inghilterra.

    KRISNA Le analogie tra il personaggio cristiano ed il messia indiano Krisna sono centinaia sopratutto se si prendono in considerazione i primi testi cristiani che attualmente sono considerati apocrifi. Ma non e’ il caso di spingersi tanto oltre. Il culto di Krisna era ben noto ai soldati greci al seguito di Alessandro Magno. E’ interessante notare che, come accaduto per Gesu, Budda ed Osiride, molti popoli hanno creduto e credono ancora che Krisna sia stato un personaggio storico, anche se niente lo puo’ dimostrare. Quella che segue e’ una lista parziale delle anologie tra il mito di Krisna e quello di Gesu: Il padre terreno di Krisna era un carpentiere che si era recato in citta’, a pagare certe tasse, mentre Krisna nasceva La madre di Krisna era DEVAKI (la Divina) Il concepimento di Devaki e’ stato di tipo verginale Krisna e’ nato il 25 Dicembre E’ nato in una grotta del monte Meru La sua nascita e’ stata annunciata da una “Stella d’Oriente” Hanno assistito alla nascita angeli e pastori Erano presenti alla nascita tre Uomini Saggi I tre Uomini Saggi gli hanno donato delle spezie Krisna fu perseguitato da un tiranno, il re Kansa Il re Kansa ordino’ la morte di migliaia di bambini, con l’intento di eliminare anche Krisna Krisna e’ stato nascosto sulle rive di un fiume in un canestro di paglia e poi raccolto da un’altra donna (qualcosa di simile alla vicenda di Mose)

    Krisna fu chiamato: Figlio di Dio Nostro Signore Primigenito Salvatore Verbo universale Redentore Liberatore Dio pastore IEZEUS o JESEUS = pura essenza Krisna e’ stato battezzato sulle rive del Gange Krisna predicava mediante parabole per insegnare alla gente la carita’ e l’amore Krisna visse povero ed amo’ i poveri Il suo cammino fu “disseminato di rovi” Krisna conferi’ anche ai suoi discepoli il potere di fare miracoli Il discepolo piu’ amato da Krisna fu ARJUNA o AR-JOUAN (Giovanni) Krisna si trasfiguro’ di fronte ai suoi discepoli Critico’ i preti accusandoli di ambizione e di ipocrisia. La tradizione dice che egli cadde vittima della loro vendetta Krisna guari’ i lebbrosi Compi’ molti miracoli Guari’ i ciechi Risuscito’ i morti Diede la parola ai muti Krisna e’ stato unto sul capo da una donna che egli aveva guarita Secondo alcune tradizioni mori’ affisso ad un albero Krisna e’ venuto in terra a morire per la salvezza dell’uomo Secondo altre tradizioni fu crocifisso tra due ladri Krisna fu ucciso a circa 30 anni di eta’ ed alla sua morte il sole si oscuro’ Dopo la morte discese all’inferno Risuscito’ dalla morte Ascese in paradiso Krisna veniva rappresentato affisso su di una croce con fori di chiodi ai piedi Era la seconda persona di una trinita’ Krisna ritornera’ sulla terra per giudicare i morti e cavalcando un cavallo bianco dara’ battaglia al “Principe degli Inferi” che vorrebbe condurre il mondo alla perdizione A volte Krisna veniva rappresentato con l’emblema di un cuore sulla tunica Krisna era anche considerato come la reincarnazione terrena del dio induista Visnu A volte veniva rappresentato come un uomo che schiaccia la testa di un serpente Krisna era il leone della tribu’ di Saki.

    NOTE E COMMENTI La storia di Krisna, come e’ ricordata nelle antiche leggende e nei testi indiani, pervenne in Occidente in parecchie occasioni e in tempi diversi. Una teoria sostiene che il culto di Krisna prese la via per l’Europa all’inizio dell’800 a.C., probabilmente portato dai fenici. Altri sostengono che questo culto fosse presente in Irlanda molto prima di questa data esibendo prove etimologiche, linguistiche ed archeologiche a sostegno di questa primitiva migrazione. Resta comunque il fatto che il mito di Krisna fu reintrodotto nella cultura occidentale in parecchie e diverse circostanze, non ultima quella fornita da Alessandro Magno dopo l’espansione del suo impero ed il suo soggiorno in India. Si sostiene anche che questo culto sia stato nuovamente riportato in Occidente durante il I secolo d.C. da Apollonio di Tyana il quale, al ritorno da uno dei suoi viaggi, avrebbe recato una copia della storia di Krisna (il Diegesis) ad Alessandria. Quella che segue e’ una versione di come si sarebbero svolti i fatti. Era vissuto, nella antica India, un grande saggio, chiamato Deva Bodhisatoua, di datazione incerta, il quale tra le altre cose ebbe a scrivere un racconto mitologico su Krisna, a volte chiamato Chrishna: il DIEGESIS. Nel 38-40 d.C. Apollonio, mentre viaggiava in Oriente, trovo’ tale storia a Singapore. Egli la considero’ tanto importante da tradurla immediatamente nella propria lingua madre, la lingua samaritana. Nel fare questo egli apporto’ al testo parecchi mutamenti, secondo la propria personale comprensione e la propria percezione filosofica della cosa. Al suo ritorno lascio’ il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la traduzione ad Antiochia; qui’, qualche tempo dopo, mori’. Circa 30 anni piu’ tardi un altro samaritano, Marcione, ritrovo’ la traduzione; a sua volta egli ne fece una copia, introducendo inevitabilente altri cambiamenti. Questa copia fu portata a Roma, intorno al 139-142 d.C., dove venne ancora tradotta in greco ed in latino dando una presumibile origine a quello che divenne il Vangelo del Signore di Marcione, successivamente attribuito, impropriamente, all’apostolo Paolo. Non tutte le opinioni dei ricercatori concordano. Secondo Taylor “Il primo abbozzo delle mistiche avventure di Krisna fu portato dall’India in Egitto e fu il DIEGESIS; la prima versione del Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egizi (i Terapeuti); la prima traduzione dalla lingua egizia a quella greca, allo scopo di diffonderlo alla nazioni d’Europa, furono i Vangeli Apocrifi; infine le versioni corrette, castigate ed autorizzate di queste compilazioni apocrife, furono i Vangeli dei quattro evangelisti.

    ZOROASTRO Come e’ avvenuto per i fondatori di altre antiche religioni, molta gente ha creduto che Zoroastro fosse una sola e reale persona fisica che diede origine alla religione persiana nel corso del 600 a.C. Al contrario, molti studiosi asseriscono che il culto di Zoroastro sia esistito da almeno 10.000 anni(!) e che in questo periodo si siano avvicendati almeno 7 Zoroastri prima di giungere all’ultimo che prendiamo in considerazione. E’ ovvio che Zoroastro non e’ mai esistito e che si attribuisce a questo nome una summa di concetti, di credenze e di miti provenienti da differenti etnie. Alcuni autori, che invece sostengono la reale esistenza di Zoroastro, hanno ipotizzato che fosse un appartenente alla famiglia reale dei Media e che abbia avuto notevole influenza sulle decisioni politiche dell’imperatore Ciro. Il nome Zoroastro significa “Figlio della Stella” o anche “Figlio dell’Astro”, una attribuzione mitica assai comune e che deriverebbe dal nome di un antico saggio indiano, Zuryastara, un legislatore politico-religioso, ricordato per aver introdotto in India il culto del sole. E’ noto che il culto di Zoroastro ha permeato tutto il Medio Oriente, assai prima dell’era cristiana e la sua influenza sul giudaismo e sul cristianesimo e’ stata rilevante. Similmente alla prima forma del giudaismo, Zoroastro predicava il monoteismo ed aveva proibito il culto delle immagini degli dei. E’ opinione diffusa che il culto di Zoroastro sia un rifacimento del precedente culto mitriaco e che la divinita’ di Mitra sia stata conferita al nuovo dio Ahura-Mazda. Nella sua essenza la teologia di Zoroastro e’ di tipo dualista e poggia sull’eterno conflitto tra il dio del bene (AHURA-MAZDA) e il dio del male (AHRIMAN). Questa dottrina non e’ esente da pesanti intolleranze di natura religiosa verso altri culti. Gli appartenenti alla classe sacerdotale di questa religione erano chiamati MAGI. Il contributo che il culto di Zoroastro ha dato al cristianesimo e’ imponente: Zoroastro e’ nato da una vergine L’immacolata concezione e’ avvenuta per mezzo di un “raggio della Divina Ragione” Zoroastro e’ nato il 25 Dicembre (a Battra, in Persia) Il parto e’ avvenuto in una grotta La nascita era stata preannunciata da manifestazioni astrali (Stella d’oriente) Dopo la nascita e’ stato visitato da pastori che gli hanno recato dei doni Nell’infanzia stupi’ molti uomini saggi con la sua grande intelligenza I suoi seguaci lo consideravano il “Verbo fatto Uomo” E’ stato battezzato a 30 anni sulle rive di un fiume E’ stato tentato nel deserto da un demonio Zoroastro esorcizzo’ i demoni Restitui’ la vista ad un cieco Il suo culto comprendeva l’Eucaristia Zoroastro fu ucciso Dopo la morte discese negli Inferi Dopo la morte ascese in cielo su di un “cocchio solare” Il culto comprende il concetto messianico di Regno di Giustizia (Regno di Dio) Il culto riconosce l’immortalita’ dell’anima Il culto comprende la credenza negli angeli Il culto considera anche la credenza nei demoni che rendono gli uomini impuri e devono essere esorcizzati

    I seguaci di Zoroastro attendono la sua seconda venuta nelle vesti di un altro uomo-dio, chiamato SAOSHYANT (il Salvatore), che verra’ generato da una vergine di nome Vispataurva, nell’anno 2341 d.C.. Saoshyant, nelle vesti di un Messia, iniziera’ anche lui il suo ministero al compimento dei 30 anni e cioe’ nel 2371 d.C. Secondo alcune interpretazioni i “salvatori” (Saoshyant) sarebbero tre: Budda, Gesu e Mani ancora da venire. Zoroastro usava una coppa sacra detta “graal” Il culto tratta diffusamente i concetti di inferno e paradiso Viene usata l’acqua per il battesimo e per i riti di purificazione Zoroastro ha predicato anche il battesimo mediante il fuoco ed il vento sacro Zoroastro predico’ diffusamente sul paradiso e sull’inferno rivelando misteri quali la resurrezione, il giudizio finale, la salvezza e l’apocalisse Ha avuto visioni profetiche e apocalittiche Ha previsto una durata di 1000 anni per il regno del signore Ha previsto la battaglia finale e la sconfitta definitiva del demonio (Ahriman) Ha descritto la “Citta Celeste” ecc., ecc., ecc.

    NOTE E COMMENTI La leggenda dice che Zoroastro abbia vissuto per qualche tempo, come un eremita, in una grotta in cima ad un monte. Durante questo soggiorno ricevette, in stato di trance, dal dio Mitra, i fondamenti del suo culto e li avrebbe trascritti dando origine ai sei libri fondamentali del suo credo, denominati AVESTA (“Cio’ che e’ stabilito”): – Ventidat – Yasma – Vispered – Sirorei – Yescht – Bundehsch Questi sei libri originali sarebbero stati da lui stesso stampigliati a fuoco su 21 pelli di bue che, per qualche tempo, vennero conservate dalle parti di Persepoli, sino a quando, nel 329 a.C., caddero nelle mani di Alessandro Magno che, dopo averli letti, sdegnato da cio’ che contenevano, ordino’ di bruciarli. In realta’ Zoroastro, dopo essersene servito, ha spogliato la figura di Mitra ed ha conferito la sua sovranita’ ed i suoi poteri al dio che gli faceva piu’ comodo: Aura-Mazda. I concetti contenuti nell’Avesta furono tramandati, per via orale e per quasi 900 anni, e poi, nel 600 d.C., vennero ritrascritti assumendo il nome di ZEND-AVESTA (“Commento a cio’ che e’ stabilito”).

    E’ probabile che l’idea del Messia giudaico, quale evento futuro, sia stata mutuata da quella di Saoshyant ed introdotta in Palestina dopo il ritorno degli ebrei dall’esilio di Babilonia.

    BUDDHA Al termine Buddismo si attribuiscono, oggi, molte specificazioni, come d’altra parte succede anche per il cristianesimo. In realta’ esistono vari livelli di esperienze mistiche classificate come Buddismo. Qui’ interessa prendere in considerazione le caratteristiche di quel Buddismo (dottrina Mahayana) largamente diffuso nel Vicino Oriente, nel bacino del Mediterraneo, e forse anche a Roma, nei secoli che hanno visto la nascita del cristianesimo. (N.B.- Questa versione del buddismo oggi puo’ essere ritenuta apocrifa/eretica da alcuni gruppi di buddisti aderenti a sette di culto moderne). La maggior parte della gente pensa che il Budda sia stato un personaggio nato intorno al 550 a.C., ma il personaggio comunemente raffigurato come tale e’, in realta’, una compilazione di leggende di uomini-dei e di pensieri di diversi santoni che hanno preceduto e seguito il periodo attribuito al Budda generalmente inteso: SIDDHARTHA GAUTAMA/GOTAMA. Gotama fu soltanto uno di una lunga serie di Budda, nati ad intervalli di tempo diversi, e che tutti predicavano la stessa dottrina. Si conoscono i nomi di almeno 24 di tali Budda apparsi prima che l’attuale Gotama fosse conosciuto. Era comunemente ritenuto che, dopo la morte di ciascun Budda, la sua predicazione fiorisse per un certo tempo per poi decadere. Dopo che cio’ era accaduto un nuovo Budda rinasceva e ricominciava a predicare la verita’ perduta (Dhamma). Sembra molto probabile, alla luce di questi concetti, che gli insegnamenti attribuiti al Budda fossero gia’ esistiti prima del tempo in cui si crede che Gotama abbia vissuto. E’ generalmente ammesso che un altro Gotama, conosciuto come il primo dei buddisti, abbia fondato un ordine antichissimo. Se questa circostanza fosse dimostrata vera, i detti e le azioni dei differenti Gotama non potrebbero essere attribuiti a nessuna particolare persona. A causa di questa mancanza di storicita’ e delle seguenti caratteristiche del mito buddista, che non sono generalmente note, ma che hanno le loro antiche origini nei miti del passato, si puo’ con certezza ritenere che il Budda e’ un’altra personificazione di antiche ed universali leggende. La figura del Budda ha le seguenti caratteristiche in comune con quella di Gesu: La madre si chiamava MAYA Il concepimento e’ stato verginale La sua nascita e’ stata preannunciata dalla “Stella dell’Annunciazione” La sua nascita e’ stata annunciata da angeli che cantavano inni celesti La sua nascita e’ stata assistita da alcuni “Uomini Saggi” Dopo la nascita gli furono donati costosi gioielli ed essenze preziose Budda era di discendenza reale e la sua vita fu minacciata da un “re” che aveva intenzione di uccidere il bambino per paura di perdere il trono A 12 anni Budda parlo’ in un tempio Budda e’ stato definito con i seguenti appellativi: Il Signore Maestro Dispensatore del Verbo Il Buon Pastore Salvatore del Mondo Ed ancora: Dio degli Dei, Padre del Mondo, Reggitore Onnisciente ed Onnipotente, Essere Supremo, L’eterno Uno, Prediletto portatore, Il Falegname, Infinito e Sempiterno, Lavandaio del Mondo, l’Alfa e l’Omega. Budda fu battezzato con l’acqua in presenza dello “Spirito di Dio” o “Spirito Santo” Mentre digiunava venne tentato dal demone Mara Predicava mediante l’uso di parabole Predicava l'”avvento di un regno di Giustizia” (Regno dei cieli) Si e’ trasfigurato sulla cima du un monte e la sua luce offusco’ quella del sole e della luna Guari’ gli infermi con interventi miracolosi Cammino’ sulle acque Nutri’ 500 uomini con un piccolo canestro di pani Secondo alcune tradizioni Budda mori’ in croce (Sakya Budda: crocifisso per espiare i peccati del mondo) Mentre moriva il sole si e’ oscurato Dopo la morte discese all’Inferno Budda risuscito’: le bende sepolcrali si srotolarono dal suo corpo e la sua tomba fu spalancata da un potere sovranaturale Budda e’ asceso in corpo ed in spirito al Nirvana (paradiso) Prima di ascendere impresse l’orma del suo piede su di una roccia Budda ritornera’ in futuro sulla terra per “restaurare l’Ordine” e giudicare i morti.

    NOTE E COMMENTI In aggiunta alle caratteristiche di “maestro e dio salvatore”, come sopra riportato, l’influenza del buddismo sul cristianesimo comprende: – la rinuncia al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia; – la fratellanza tra gli uomini; – la virtu’ della carita’ e della sopportazione; – la conversione. Che il buddismo abbia preceduto la cristianita’ e’ innegabile come lo e’ anche la sua influenza sul mondo prima dell’era cristiana. Affermatosi 500 anni prima del cristianesimo e largamente diffuso nel Medio Oriente, il buddismo ha esercitato la sua influenza sul primitivo cristianesimo piu’ di quanto i padri della chiesa vogliano ammettere. Storie sul Budda e sulle sue molte reincarnazioni circolavano incessantemente nel mondo antico a causa dei monaci buddisti che viaggiavano in Egitto, in Grecia, in Asia Minore e nel Secondo Impero Persiano quattro secoli prima di Gesu, per diffondere le loro dottrine. La Palestina deve essere stata permeata dalla ideologia buddista durante il primo secolo a.C.. A ben guardare e’ anche vero che le cerimonie e gli ornamenti delle religioni buddista e cristiana sono piu’ simili di quanto generalmente si ritenga. Sembra che un certo numero delle parabole attribuite a Gesu siano state tratte direttamente dal buddismo; per esempio quella del “figliol prodigo”. L’esistenza del buddismo nel Medio Oriente e’ stata confermata dagli stessi apologisti cristiani quali Cirillo e Clemente di Alessandria i quali si riferivano ai buddisti come ai “preti di Persia”. Infine, alcuni studiosi ritengono che il primitivo buddismo sia molto piu’ antico della stessa leggenda del Budda; in alcuni templi indiani molto antichi e di molto precedenti l’era del Gotama, ci sono delle pitture di un Budda rappresentato come appartenente alla razza negra, sia per il colore della pelle che per i tratti somatici del viso.

    DIONISIO Si ritiene comunemente che il culto di Dioniso sia nato in Grecia, ma recenti studi tendono ad identificare questo culto come un rifacimento tardivo del mito egiziano di Osiride, culto questo che si era diffuso su larga parte del mondo antico, per migliaia di anni. Ci sono comunque molte incertezze nello stabilire il periodo di nascita di questo culto e dei Misteri Eleusini. La religione di Dioniso avrebbe quindi avuto un revival in Tracia, in Galatia ed anche in Frigia dove convisse, per qualche tempo, con il culto di Attis. Dioniso viene normalmente ricordato per le licenziose celebrazioni in suo nome (baccanali), ma egli ebbe molte altre funzioni e contribui’ parecchio alla definizione del personaggio di Gesu. A Roma il suo nome fu latinizzato in Bacchus. In comune con Gesu troviamo: E’ nato da una vergine E’ nato il 25 Dicembre Dopo la nascita e’ stato deposto in una mangiatoia Tra le varie definizioni che gli sono state attribuite troviamo: Figlio unigenito Salvatore L’Unto Re dei re Il Redentore Remissore dei peccati ed ancora: Dio degli dei, l’Alfa e l’Omega. Come predicatore itinerante fece parecchi miracoli Trasformava l’acqua in vino (era il Dio del vino!) Era considerato un re consacrato (unto) Cavalco’ un asino in una processione trionfale Dopo la sua morte il suo corpo veniva virtualmente mangiato durante un rituale eucaristico di fecondita’ e di purificazione Il suo titolo sacrificale di Dendrita o Giovane uomo dell’albero lascia indendere che sia stato impiccato o crocifisso ad un albero (Secondo alcune tradizioni ucciso dai Titani?) Dopo la sua morte e’ disceso nell’Ade Dioniso e’ tornato in vita il 25 Marzo (solstizio di primavera), resuscitato da Giove Veniva simboleggiato con il montone o l’agnello

    NOTE E COMMENTI Dioniso, come prototipo di Gesu, ebbe un centro di culto anche a Gerusalemme dove, durante tutto il primo secolo a.C., fu adorato dai Giudei. Le lettere simboliche di Dioniso erano IHS o anche IES, ancora oggi presenti nella liturgia e nella iconografia cattolica; successivamente vennero trasformate in IESUS o JESUS. All’inizio IES era il nome fenicio del Bacco o del Sole personificato e la sua etimologia dice che “I” va intesa come l’UNO ed “ES” come FUOCO o LUCE ed in definitiva il significato e’: l’Unica Luce; qualcosa che si ritrova poi nel Vangelo di Giovanni. A Creta Dioniso era chiamato Iasius, un altro nome equivalente a Iesus. Durante le sacre funzioni dionisiache il sangue di Bacco era rappresentato dal vino ed il suo corpo dal pane; questa iconografia (Eucaristia), proveniente dal paganesimo e’ stata, in seguito adottata dal primo cristianesimo. In tempi pre-cristiani, i preti traformavano correntemente l’acqua in vino per indurre le masse citrulle a credere che essi possedessero dei poteri miracolosi. A Corinto, dove si suppone che Paolo abbia predicato, esisteva un marchingegno nel quale si versava acqua, che poi veniva nascostamente incanalata in altra direzione e sostituita da vino che veniva fatto entrare da un altro condotto ben nascosto. Un altro apparecchio del genere era in uso anche ad Alessandria.

    Ognuno ha possiede ora un punto di vista partenza per ragionarci su.

    Tornando ai giorni nostri, riporto il concetto di un amico intellettuale, scrittore e giornalista che è combacia esattamente con il mio.

    Dal punto di vista psicologico sarebbe interessante sapere perchè una casta religiosa, costituita per lo più da oscurantisti, individui turbati sessualmente o forzatamente omosessuali (vedi processi negli Stati Uniti 4.000 casi di abusi su ragazzi) si ostini da millenni a voler decidere come la gente normale deve accoppiarsi e riprodursi.

    Ricordo che fino a poco tempo fa era all’indice anche il parto cesareo perchè non corrispondeva alla maledizione biblica: “Partorirai con dolore”. Faccio presente che i concetti di Maria Vergine passarono quando fu necessario costituire una nuopva casta sociale che, dedita alla verginità, non potesse trasmettere ai figli privilegi e beni in contrapposizione alla potenza dei nobili.

    Pare che dal processo a Galileo non sia passato molto e che dobbiamo ancora fare i conti con un’associazione maniaca ed invadente, ma soprattutto che non ha mai subito un vero processo per l’enorme massa di delitti commessi nella sua storia e per la complicità nello sterminio di milioni di essere umani come nelle americhe. Senza dimenticare come proprio dal Vaticano, con il prematuro riconoscimento della Croazia, venne il via alla prima guerra di religione del XX secolo.

    Spero che gli argomenti riportati aiutino molte persone a capire e prendere coscienza.

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    • teologo cattolico

      @Ivan mi permetto alcune osservazioni sintetiche. Mi sembra infatti che @freespirit accetti e cerchi vari contributi su argomento e presento i miei. Naturalmente non sono in linea con tua posizione, ma può essere utile capire e confortarsi con tesi differenti dalle proprie, anche per superare eventuali critiche e rafforzare la propria idea dove appaiano alcuni elementi di fragilità. Non mi interessa convincere nessuno come penso anche tu: si espongono reciproche posizioni. Non mi sembra giusto che io venga a conoscere le tue idee e ti privi invece della mia conoscenza, non voglio essere in debito.

      Detto questo faccio commento a solo un tuo capoverso, sarebbe troppo lungo contrappuntare ogni argomento:

      “Riportiamo di seguito i paralleli mitologici tra divinità pre-cristiane e Gesù Cristo a dimostrazione del fatto che la figura di Gesù fu mitizzata con insegnamenti già esistenti. Alle spalle delle diverse tradizioni religiose c’è la tradizione unica che ha preso molteplici forme. Questi miti, quando vengono scambiati semplicemente con verità storiche, danno vita a forme di religione popolare e superstiziosa. Quando invece la persona scopre in essi gli archetipi di verità universali si eleva a stati mentali superiori. In questo caso essi svolgono la loro funzione spirituale. Dimostriamo inoltre in questo modo che il cristianesimo non è una religione innovativa ma sincretista in quanto ha unificato in se gli insegnamenti ebraici e pagani che la precedettero.”
      Raccolgo in quattro punti alcune precisazioni, per altro già note credo a @freespirit in quanto sono già intervenuto in altri post con medesimi rilievi:

      1. sulla figura mitizzata di Gesù ( prima parte della citazione): la tesi sull’esistenza storica o meno di Gesù sono tesi STORICHE, ergo devono essere vagliate dalla storiografia ufficiale. Fino a prova contraria io credente non prendo in considerazioni ipotesi alternative a quella della scienza ufficiale. Se la storiografia ufficiale mi dice che Gesù è personaggio storico accolgo quella tesi. Se vi sono interpretazione alternative devono essere dapprima vagliate dalla comunità storiografica internazionale. Se nei manuali e dizionari di storia (anche wikipedia) si sostiene che Gesù è personaggio storico, io accetto questa tesi. Le ricostruzione alternative devono essere dunque dapprima offerte al vaglio della scienza storica, poi possono essere prese in considerazione da chiesa e fedeli.
      2. focalizzo l’attenzione su due banali criteri che devono essere rispettati in queste argomentazioni. Quello dell’omogeneità/uniformità dei criteri e quello della plausibilità/universalità della teoria storica. Si devono cioè applicare al caso Cristo gli stessi criteri di evidenza storica che sono usati per giudicar esistenti altri personaggi, dal Budda alle genealogie dei faraoni egizi. E non basta contestare con pars destruesn la teoria classica dell’esistenza di Gesù e della storia della chiesa,ma si deve presentare una teoria più plausibile della sua tradizione, ossia una teoria che spieghi meglio (universalità) e con minori contraddizioni la presenza dei vari documenti riguardanti la produzione letteraria apostolica, sub apostolico, patristica, (teoria costantiniana è più plausibile e meno contraddittoria di quella normalmente accolta?).
      3. sulla questione degli archetipi e sincretismo( seconda parte citazione): da un punto di vista teologico si deve precisare che la tesi della convergenza nel cristianesimo di archetipi religiosi precedenti è esattamene la tesi ortodossa patristica dei semina verbi, ossia la teoria inclusivista “canonizzata” in Dei verbum, per cui il cristianesimo è religione perfetta (tesi moderna) in cui giungono a compimento tutte le attese religiose dell’umanità. Non è dunque un limite o critica alla posizione cristiana, al contrario è dimostrazione della sua verità, la teoria che vede in esso il riassunto e sintesi di ogni figura religiosa precedente. È assioma della teologia fondamentale quello di presentare il cristianesimo non come ideologia particolare,ma come perfezione della religiosità umana, verità della apertura e tensione religiosa, che è costitutivo antropologico e dunque universalmente diffuso in tutte le culture.
      4. Non è invece sostenibile che il cristianesimo sia perfettamente sovrapponibile ad una delle precedenti religioni, di cui invece si dice sintesi e sviluppo, quasi non presentasse una sua specificità e non ne fosse sintesi originale, ma solo mera replicazione. Si possono fornire al riguardo esempi a piacere: che alcune intuizioni orientali sostengono che perché si dia salvezza è necessario che sia Dio a presentarsi e rivelarsi nella storia umana (avatar) e non l’uomo ad elevarsi a Dio, è espressione di una profonda intelligenza religiosa. Che i contorni di tale presenza sia quelli della incarnazione e umanizzazione di Dio, come nel cristianesimo e non invece semplici apparizioni di Dio (secondo dottrina docetistica) è invece da rifiutare. E così via per altre elementi di continuità tra cristianesimo e altre religioni, dai più ai meno generici (esistenza di Dio, personalità di Dio, ethos e rispetto uomo, tensione mistica e ascetica, presenza e valore della maternità, culto quale offerta di sé, sacrificio, offerta simbolica primizie, ecc): si possono e devono certamente tracciare della identità, ma solo generali, senza nascondere e annullare lo specifico cristiano (si pensi alla prossimità di ebraismo e cristianesimo, che pure condividendo la matrice teologica nessuno si azzarderebbe a considerare la medesima espressione religiosa: la rispettiva persecuzioni sono una triste testimonianza della difesa delle loro peculiarità non risolubili).

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  6. Siamo agli estremi da ambo lati.

    Inanzitutto è stato nel V secolo che si è iniziato a raffigurare il Cristo su una croce a T, e non nel 7 secolo, questo evidenziato dalla porta di S.Sabina a Roma

    In ogni caso è vero che la chiesa cattolica ha attinto a piene mani dal paganesimo, ma quegli stessi scritti da essa presi a prestito la condannano come apostata.

    Inoltre dobbiamo pensare che se esiste una creatura soprannaturale come antiCristo, ciò implica che questi opera nello stesso campo contro il Cristo, poichè per essere anti Cristo, deve conoscere il Cristo.

    Giovanni nel 98 e.v.scriveva nel senso, insieme agli altri apostoli
    ” fanciullini è l’ultima ora del giorno, viene la notte, …..sono usciti da noi ma non erano della nostra stessa sorte,….. si mette nel tempio di DIo, facendo di essere un dio, e si antempone a chiunque è chiamato signore o re, al di sopra dei re della terra sedendo come donna ubriaca del sangue di molti..Apocalisse” ecc..”

    La trinità primordiale altro non è che la rappresentazione dei tre personaggi della genesi; vedi mano votiva Museo avenchem svizzera, 50, 150 d.c., mano a indicare il simbolo della trinità e che la si ritrova nel buddismo tibetano, insieme al tridente.

    Crea et solve, triangolare, di cui il tridente è l’aspetto distruttivo, negativo della medesima medaglia bne male 69.

    Sia Mitra che Atman, che il dio tibetano all’interno della sua trinità ,sacrificano un toro primordiale , che in realtà è un uomo.

    Questo rappresenta l’uomo Adamo, poichè secondo la medesima scrittura ebraica, l’uomo che va dietro a una meretrice (in questo caso Eva in senso spirituale si prostituisce al serpente; ) è come un toro che va al suicidio, o macello.

    I tre personaggi della genesi si fanno come figli, uguali a Dio, simili a Dio…GIOVE = GEOVI.

    Lo stesso volto di Cristo filosofo, è lo stesso volto classico della figura di Zeus, come testimoniano i vari reperti archeologici.

    In conclusione, un figlio di Dio ribelle conosce molto bene i disegni del suo creatore, poichè fin dalla genesi viene detto che Egli, cioè questo ribelle avrebbe ferito il calcagno del seme della donna, cioè avrebbe cancellato il cammino terrreno del figlio di Dio fedele a suo Padre, però solo il suo cammino terreno

    Mentre il figlio fedele gli avrebbe schiacciato la testa, nel senso che ne avrebbe decretato la morte, poichè questo significa lo schiacciamento della testa, cioè la distruzione della sua persona.

    Questo figlio ribelle sa fin dall’nizio che cosa farà il verbo di Dio, l’unigenito figlio, il primo della creazione, conosce gli insegnamenti del Padre suo, quindi per essere simile ad Egli si costituisce GIOVE sugli uomini, Giove che è l’anagramma di geovi, poichè in realtà non è solo lui il ribelle che come figlio si fa uguale al padre, ma tanti che insieme hanno creato un fantomativo Giove, L’uno greco cristiano costituito da tante entità, per copiazzare la potenza del vero Dio, unico e solo.

    Questo ribelle sapeva che sarebbe venuto il seme, quindi lo copia in anticipo, per confonderlo con egli.

    Ma la differenza è tangibile, netta, il Cristo Zeus della chiesa cattolica non assomiglia per niente al Gesù storico che si fa uccidere per ubbidire al Padre.

    Questo reso evidente dalla diversità delle opere, e dalle medesime dottrine infernali.

    ” Chi odia i suoi fratelli questo non ha conosciuto Dio” 1Giovanni

    Il figlio ribelle ha in parte copiato la forma dottrinale del Cristo, ma dandole altro significato diabolico.

    Ad esempio lo stesso concetto di trinità è un messaggio subliminale di possessione., e strumentalizzazione.

    Lo stesso concetto di un anima che possiede un corpo umano, non per vivere, ma per capriccio carnale, è sempre un concetto diabolico di strumentalizzazione.

    E così via

    Inoltre a questo aggiungo di aver fatto esperienza soprannaturale tale da sostenere che tali angeli ribelli sostengono le dottrine cattoliche pagane che in realtà identificano la loro personalità malvagia, la loro filosofia.
    E se lo volete credere essi sono gli stessi che si fingono come alieni,

    Ovviamente non posso esprimere il resto della mia esperienza come testimoniata alle persone che mi conoscono e che quindi possono provare quello che sostengo come particolare esperienza involontaria di entrambi le parti soprannaturali in gioco.

    Citarle non mi serve per darne prova, non è mio interesse, ne queste esperienze sono per essere date come dominio pubblico,

    Oggi non avrebbe senso, in ogni caso lo scopo è soltanto per dare l’idea di questa possibilità come parte del reale e non del mito.

    saluti

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  7. Dimenticavo, che ci sono circa 300 profezie intorno al Cristo compreso la storia del cavalcare l’asina.

    Quindi il figlio di Dio che volle farsi uguale al Padre conosceva tutti i particolari per seminare un falso Cristo in tutto il pianeta.

    Se studiate il buddismo, induismo, si vede bene il profilo di questo falso profeta .

    Le stesse scritture bibliche dicono che questo figlio si può trasformare in angelo di luce e di giustizia copiando la medesima legge di Dio.

    Come diceva un extraterrestre lui loro sono mitra, iside, astarte l’apostolo Giovanni, Paolo, Cristo..ecc..

    Ma che è una presa per i fon…lo si fiuta lontano un miglio, poichè possono ingannare nella forma , ma non possono nascondere quello che sono sostanzialemente moralmente.

    Ad esempio L’idea che esista una anima che dimora in un corpo contraddice pienamente il pensiero di Paolo e quello di Cristo.
    E ne sono coscienti gli stessi traduttori cattolici, prove alla mano.

    IL concetto di una anima che dimora in un essere umano è contro natura e quindi contro il Creatore quanto il conccetto di reincarnazione.

    Strumentalizzante, contronatura =contro Dio

    Praticamente è come se il creatore avendo creato degli uomini e delle donne, dica a entrambi di andare con quell dello stesso sesso.

    Studiare il paganesimo o la storia senza una psiche dell’uomo, senza la sua coscienza, e come giocare a fare il prstigiatore, o giocare con le formule magiche, facendo apparire quello che si vuole nella forma.

    E infantile o superficiale come metodo.

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  8. Per completare, credo che l’autore dell’articolo abbia fatto anche un certo pastrocchio, neanche documentato, e in quel,poco neanche correttamnte.

    Esisteva già ai tempi di Agostino la corrente manicheista, che univa buddismo, cristianesimo cattolico, e zoroastrismo, a questo punto rendendo per molti aspetti quesi impossibile una demarcazione effettiva tra ciò che era lo zorastrismo alle origini prima di Cristo, e quindi dopo.

    In ogni caso bisogna citare le fonti, quando si portano avanti queste supposte concidenze.

    Comunque Sappiamo che i greci credevano nel verbo, e similari, che si invocava una madre misericordiosa, che vi era la vergine Patmos piena di serpenti..ecc

    Poichè Eva agli albori quando si prostituì al demonio era vergine..quindi partorì in senso spirituale il figlio nel ruolo di governante di questi tempi ( sette tempi)
    Atman : tempo; ” signore del tempo attuale o presente”.

    Questo figlio poi cresciuto come sistema governativo umano e celeste sarebbe diventato il suo sposo o amante.

    Questo perchè anche il Cristo avrrebbe fatto formalmente uguale.
    Nato da vergine , partorito da una donna reale ma che rappresenta a sua volta una donna collettiva: Israele:; quindi ciò spiegando perchè questa stesa donna che l’ha partorito poi diventa la sua sposa.

    Questo vissuto in ambito demonico o da ignoranti, viceversa si si vive in forma di incesto tra madre e figlio; .

    In conclusione la forma è la stessa , ma la morale fa schifo.

    Questo come Uno dei tanti possibili esempi

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