Il Sacrificio del Re Sacro

La storia del vangelo fondamentalmente è ancora un‘altra ricostruzione dell’antico dramma e del sacrificio onnipresente del menzionato sacro re. Questo mito e rituale era comune intorno al Mediterraneo sia al tempo che si sostiene di Gesù come anche molto prima, incluso in Grecia, Italia, Asia Minore, il Levante e l’Egitto. Come abbiamo visto, la storia in origine era allegoria che rappresentava i corpi celesti e le forze naturali, ma venne degradata quando fu rappresentata sulla Terra, ove l’eroe solare che da la sua vita impersonato da un sacrificio reale di carne e sangue.

Il dramma del re sacro è un rituale di capro espiatorio nel quale i mali del popolo vengono addossati sul capo di una persona o di un animale, come una capra, urlando spesso ad esso quando viene fatto sfilare per le strade. Dujardin descrive il rituale del capro espiatorio:

I peccati della comunità vengono magicamente raccolti nella persona del dio, uccidendo il dio si viene liberati dai peccati, e il dio ritorna alla vita libero dai peccati.67

Dujardin riferisce ulteriormente sul dramma tipico di “capro espiatorio”, che coinvolgeva o un re reale o un sostituto, criminale o altro:

Il dio viene unto re e sommo sacerdote. Egli viene condotto in una processione, vestito con un mantello di porpora, con indosso una corona, ed uno scettro nella sua mano. Egli viene adorato, quindi spogliato delle sue insegne, poi dei suoi indumenti, e frustato: la fustigazione è un aspetto di tutti i riti analoghi. Egli viene ucciso ed il sangue asperso sul capo dei fedeli. Poi egli viene affisso alla croce. Le donne piangono la morte del loro dio…. Questo avveniva alla ora terza, vale a dire, alle nove di mattina. Al tramonto il dio viene tirato giù dalla croce e sepolto, ed una pietra viene rotolata sul sepolcro…. Molti dei sacrifici degli dei avevano luogo a primavera, come la morte e la resurrezione di Attis, e si conforma alla tradizione evangelica che colloca la Passione di Gesù allo stesso periodo della Pasqua Giudaica.68

Durate il sacrificio, le gambe del re sacro potevano essere rotte, ma il sacrificio più alto – quello per la espiazione dei peccati – richiede una vittima senza difetto; così, è scritto che a Gesù fu risparmiata questa mutilazione, in modo che “potessero compiersi le scritture”. A volte, la vittima veniva uccisa trafiggendo il suo cuore con una lancia sacra; altre volte, egli veniva ferito con l’asta e lasciato morire al sole. Spesso era necessario che la vittima lo volesse anche se con riluttanza, come Gesù. Qualche volta alle vittime, che potevano anche essere prigionieri di guerra non consenzienti, venivano date delle droghe stupefacenti come la datura o l’oppio, l’“aceto con fiele” o “vino con spezie” date a Gesù.

Questo dramma serviva anche come rito della fertilità, e il dio-re era considerato una divinità della vegetazione. Dopo il suo sacrificio, il suo sangue e la sua carne dovevano essere condivise, a volte in una eucaristia cannibalistica e di solito spargendoli sui campi coltivati in modo che essi producessero abbondanza. In alcuni luoghi tale sacrificio rituale veniva fatto annualmente o più spesso. Così, nella storia non è mai stato un evento unico, 2.000 anni fa, ma si è svolto migliaia di volte in molti millenni. Come dice Massey:

La leggenda della vittima volontaria che in una passione della pietà più divina divenne incarnata, e fu rivestita di forma e caratteristica umana per la salvezza del mondo, non ebbe origine in una convinzione che Dio avesse manifestato una volta e per tutte un personaggio storico. Esso ha le sue radici nel passato più remoto.69

Il dramma del re sacro aveva già avuto luogo nel Levante per migliaia di anni prima dell’era Cristiana. Come riferisce Frazer:

Tra i Semiti dell’Asia Occidentale il re, in un momento di pericolo nazionale, a volte diede il proprio figlio per morire come un sacrificio per il popolo. Così Filone di Biblos, nella sua opera sui Giudei, dice: “Era una usanza antica in crisi di grande pericolo che il regnante della città o nazione dovesse dare il suo amato figlio per morire per tutto il popolo, come un riscatto offerto ai demoni vendicatori; e i bambini offerti così venivano uccisi con riti mistici. Così Crono, che i Fenici chiamavano Israele, essendo re del territorio ed avendo un figlio unico Jeoud (poiché nel linguaggio Fenicio Jeoud significa ‘unico-genito’), lo vestì in abiti regali e lo sacrificò su un altare in un periodo di guerra, quando il paese era in grande pericolo da parte del nemico”.70

Robertson chiarisce sul sacrificio Giudaico:

…..nell’antica Giudea uomini impiccati erano sacrifici al dio-Sole o dio-della-Pioggia. Si può prendere come storicamente certo che il sacrificio umano in questo aspetto fosse una parte riconosciuta della religione Ebraica fino all’Esilio…. L’impiccagione non deve essere ricostruita nel senso stretto di morte per strangolamento. Il metodo normale di “crocifissione” era la sospensione per i polsi.71

Nei vangeli, mentre tramava la morte di Gesù, il sommo sacerdote Caifa (“roccia” o “oppressore”) dice alla fola, “….è opportuno ….che un uomo solo debba morire per il popolo, e che l’intera nazione non debba perire”, un riferimento al rituale di capro espiatorio che dimostra che quello di Cristo era un sacrificio espiatorio e non punitivo.

Citazioni:

67. Dujardin, 8-9.

68. Dujardin, 56.

69. Massey, EBD, 51.

70. Frazer, 340-1.

71. Robertson, 36.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

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8 risposte a “Il Sacrificio del Re Sacro

  1. questa è la esposizione più chiara che ho finora trovato su internet della figura del re sacro: grazie.
    Tuttavia – forse mi puoi aiutare – stavo cercando conferma di un confuso ricordo sul mito di edipo come descrizione del re sacro, garante della potenza e della fertilità del popolo che in esso si identifica e si rappresenta, che deve essere ucciso dal giovane che diventerà il nuovo re … era Propp? era Levy Strauss? è una cosa che ho letto tanti anni fa, e non ho più nessuno dei due libri ….

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  2. Se fosse davvero come dite voi, se il sacrificio di Gesu’ Cristo fosse solo uno dei tanti sacrifici di re sacri al fine di promuovere la fertilità della terra, degli animali e delle persone e per togliere i peccati del popolo facendoli ricadere su uno solo, allora perchè non abbiamo notizia o attestazione alcuna di altri riti simili avvenuti in Palestina prima o dopo l’epoca di Gesu’? Perchè in epoca storica non abbiamo i nomi di altri re sacri sacrificati? Secondo me è perchè quello di Gesu’ non fu uno dei tanti sacrifici umani del re sacro, ma l’unico, vero sacrificio del Figlio di Dio, morto una volta per sempre per noi e per la nostra salvezza, e poi risorto il terzo giorno! Gesù non è uno dei tanti, è l’Unigenito che si è sacrificato volontariamente per la salvezza dell’intera Umanità. Buona Pasqua!

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    • Questo è quello che scrivono i vangeli, niente di più.

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    • Mi erano sfuggite queste “perle”… Provvediamo subito.

      Lasciamo stare il fatto che certe cose le abbia scritte Acharya S, che di solito riferisce cose assurde o non vere (ad es. che al “re sacro” venissero spezzate le gambe: cosa “sicuramente vera”, in quanto non documentabile: e non documentabile in quanto… inventata da Acharya S!).

      Per quanto riguarda invece il tuo commento, non abbiamo “altri nomi” per dei semplicissimi motivi:

      in primo luogo, questi rituali trascendevano dalla documentabilità sistematica ed esemplificativa, essendo ciclici, non costanti (ma anche il contrario, dato che se ne possono distinguere di attuati in risposta ad eventi ripetitivi o eccezionali) e legati ad azioni popolari;
      in secondo luogo, nella “società civile” non si sacrificavano più persone da tempo, e dove accadeva, la cosa rimaneva nel segreto per timore del giudizio del popolo e delle altre culture (i romani criticavano i “barbari” per certi costumi, e non potevano certo farsi beccare nel fare altrettanto), come ad es. nel caso di Dasio, ultima vittima dei Saturnali, che secondo alcuni avevano avuto autori anche valenza apotropaica;
      in terzo luogo, non si ammazzavano i re da epoche molto arcaiche, per cui al loro posto venivano sacrificati, a scalare, prima i figli, poi schiavi, prigionieri e servi, poi animali ed infine persino statuette (in immagine, come nel caso di Attis e di Sandan, che Paolo sicuramente conosceva…);
      infine, il rituale della crocefissione, impalamento o legatura della vittima (che è presente persino nella Bibbia; e mostra pure indizi a carattere solare, e legato alla pasqua… ma non certo a carico del “messia”) quale oggetto sacrificale espiatorio, è solamente secondario rispetto a ciò che si voleva rappresentare nei vangeli, ovvero la punizione per chiunque si ribellasse all’invasore ed ai suoi accoliti e collaborazionisti (non paradossalmente, proprio coloro i quali prima, in seguito, lo faranno diventare un “dio sacrificato”). Soltanto dopo la “resurrezione”, questo folle scalmanato è stato adottato come un “dio risorto”, che ordina ai “discepoli” d’andare a diffondere la sua assurda vicenda, mentre precedentemente aveva sempre negato d’essere il messia ed aveva ordinato di non fare pubblicità di “miracoli” ed esorcismi.
      Del resto, è ovvio che se si pensa ad un tizio come al “signore”, e non come a un brigante (o un insieme di briganti facinorosi zeloti, miscelati dietro una maschera unificante) od un predicatore apocalittico folle (ed anti-romano), molto difficilmente si capirà o accetterà come stanno le cose realmente.

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  3. come non abbiamo notizia? forse non si è informati, casomai.

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  4. Devo dire che sono le solite cose di Acharya S; 70% immondizia, 10% cose esatte, 20% elucubrazioni. Sconcertante. Dujardin come fonte documentaria, poi, è veramente incredibile.
    Solo sul punto 71, c’è un’esattezza (il sacrificio solare) e un’inesattezza (strangolamento/polsi: in realtà la modalità variava, e non sappiamo di preciso in che modo standard la praticassero gli ebrei).

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