Attualità della dottrina del Peccato Originale

Le scoperte archeologiche, gli studi sui primati e altre scienze collegate, hanno evidenziato:

A) Non esistono differenze fondamentali tra i primati e l’uomo tali da far considerare l’umanità “totalmente diversa e radicalmente e strutturalmente fuori dai parametri del mondo animale più evoluto” come una entità a se stante.

B) La natura umana si rivela sempre più come uno sviluppo, un gradino nella scala degli esseri viventi.

C) Sono esistiti esseri molto simili agli umani (homo sapiens e homo cro-magnon) che pongono il problema se debbano essere considerati o meno esseri intelligenti e senzienti a tutti gli effetti e, quindi, in possesso di un’anima simile a quella umana.

D) Questi “quasi uomini” rendono minimo il salto tra la specie umana e le altre specie più evolute, anche nel caso che questi esseri simili agli uomini fossero specie parallele e non predecessori dell’uomo.

E) In ogni caso, gli inizi della specie umana sono vissuti in condizioni misere, primitive, quasi selvagge, assai peggiori di quelle delle tribù di aborigeni che esistono ancora sul pianeta.

Questo scenario non è compatibile con la dottrina tradizionale del peccato originale perché non può raffigurare un “Adamo ed Eva”, o chiunque e comunque possano essere stati, sufficientemente evoluti, intelligenti ed istruiti da poter essere “messi alla prova” e poter determinare la caduta “nel peccato” e “nella disgrazia divina” di tutta l’umanità.

La dottrina tradizionale Cristiana sostiene che i nostri primi progenitori furono posti in una condizione di vicinanza con Dio. Non pochi pensatori Cristiani erano convinti che la condizione di “Adamo ed Eva” fosse superiore a quella degli angeli, motivo per cui un gruppo di questi “i diavoli” per invidia si sarebbero ribellati a Dio e avrebbero tentato “Adamo ed Eva”.

In ogni caso, dei trogloditi come potrebbero aver peccato tanto gravemente da causare la rovina di tutta l’umanità? E, comunque, effettivamente l’umanità non è caduta più in basso di prima. Un “Dio” sarebbe ben poco degno di stima se avesse considerato tanto grave un atto, qualunque possibile, di individui tanto sprovveduti e con ben altro a cui pensare!!!

Non sarebbe infinitamente peggio che se un padre diseredasse il figlio di pochi anni per una piccola disobbedienza? Noi non condanneremmo un padre che si comportasse in tal modo?

Come può essere sostenibile la dottrina del peccato originale?, e, conseguentemente, quale sarebbe stato il presupposto per la “redenzione del genere umano se non ci può essere stata una colpa originale del genere umano da riparare?

Nel caso che la Chiesa Cattolica ritenesse ancora vera la dottrina del Peccato Originale, potremmo avere una spiegazione ufficiale in merito?

Per approfondimenti:

Homo Sapiens Cro-Magnon

La Caduta/Peccato Originale (da “The Christ Conspiracy” di Acharya s)

Peccato Originale

Dottrina Cattolica

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6 risposte a “Attualità della dottrina del Peccato Originale

  1. Ho appena letto di don Guido Botoluzzi, curata da Renza Giacobbi:sono rimasto intrigato sia per lo stile della curatrice che per l’originale personalità mistico-scientifica dell’autore. Si tratta di “rivelazioni” sui generis sulla creazione dell’universo, del sistema solare e della terra, con tutte le sue metamorfosi e sovrapposizioni epocali: infine la creazione dell’Uomo e della Donna nella loro perfezione assoluta…E ancora il degrado genetico dei cainiti …Il loro habitat e conseguenti considerazioni antropologiche di precisa riferimento scientifico.
    Un’opera tutta particolare incentrata su otto rivelazioni, da parte di Dio, ad un modesto sacerdote su cose che investono larghe problematiche religiose, genetiche, antropologiche e storiche: sino ad investire il concetto di “necessità redentiva,riparatrice e migliorativa” inventata da un Dio Creatore molto interessato al benessere delle proprie creature e all’Uomo in modo quasi accorato.
    Credo che una perla così rara meriti un tiket per un’attenta lettura da parte di chiunque, tanto è semplice e semplificata.

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  2. La cosa grave del peccato di Adamo non è il peccato stesso che pure è grave perchè disobbedisce all’unica cosa che gli era vietata, ma il fatto che non chiese perdono!

    Quando Dio arrivò dopo che Adamo ed Eva disubbidirono, gli chiese: Adamo, dove sei?

    9 Dio il SIGNORE chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?» 10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». 11 Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» 12 L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato». 13 Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».

    Non sapeva forse Dio dov’era, e soprattutto cosa aveva fatto? Come mai fece quella domanda?

    Se fosse stato un Dio malvagio, avrebbe detto ti ho beccato, ora ti caccio dall’eden, te l’avevo detto! E invece Lui ha chiesto: Dove sei?

    Io credo che Dio sperava che Adamo uscisse fuori e dicesse, sono qui Signore, ti ho disubbidito mi dispiace e ti chiedo perdono!
    Invece Adamo rispose semplicemente che si era nascosto perchè aveva paura di Lui.
    Solo a questo punto Dio mette in evidenza il suo peccato, ma Adamo prontamente dice: è stata colpa della donna, e la donna da la colpa al serpente!
    Come vedi non hanno avuto nessuna intenzione di chiedere perdono, come poteva Dio perdonarli?

    Abbiamo ereditato la capacità di peccare a causa loro ma non possiamo dare la colpa a loro per questo perchè qualsiasi uomo purtroppo al suo posto avrebbe fatto lo stesso, infatti abbiamo tutti lo stesso difetto di adamo ed eva l’orgoglio.
    Ma come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo sempre per i meriti di un solo uomo può essere perdonato dalla vita di tutti coloro che a Lui si affidano, Gesù:

    12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato… 13 Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato quando non c’è legge. 14 Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 15 Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti. 16 Riguardo al dono non avviene quello che è avvenuto nel caso dell’uno che ha peccato; perché dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni. 17 Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo. 18 Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini. 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l’ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti. 20 La legge poi è intervenuta a moltiplicare la trasgressione; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché, come il peccato regnò mediante la morte, così pure la grazia regni mediante la giustizia a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5)
    E tu hai già chiesto perdono a Dio per i tuoi peccati? Non fare le stesso errore che fece Adamo, in modo che tu possa essere scampato dalle sofferenze che dovette patire lui e noi a causa sua.

    Dio vi benedica!

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  3. teologo cattolico

    Nappo ma tu appartieni a una comunità protestante? lo chiedo solo per curiosità.

    Freespirit : sarebbe veramente utile che studiassi qualche testo di introduzione alla Bibbia, ti chiarirebbe un po’ la questione dei generi letterari con cui è scritta e va dunque letta la Bibbia. Altrimenti rischi di cadere in una forma di fondamentalismo letterario che non può che portare a delle letture un po’ contorte, ad esempio sovrapponendo un linguaggio scientifico (nel tuo caso archeologico, paleontologico) con quello teologico.

    ti ricordi che già galileo sosteneva che la bibbia ha altre finalità rispetto a quella della scienza e dunque va letta in modo differente, risponde a domande differenti ? (anche Bellarmino sosteneva per altro lo stesso) . Non sarebbe utile far tesoro di quelle osservazioni, specie da parte del cosidetto pensiero laico che spesso vede in Galileo un campione di intelligenza libera, di spirito libero?.non esaltiamo galileo da un lato e poi commettiamo gli stessi di lettura del testo sacro errori che Galileo condannava!

    bisgona sapere fare le domande giuste al testo: è un principio dell’ermeneutica. una poesia non mi dice niente di scientiifoc, una dimsotrazione scientifica niente di poetico. come altrove ancora ricordavo la sceinza è analogica. per un matematico non esiste un uomo, una cellula vivente, una stella. il linguaggio della biologia è differente da quello dell’astronomia. e di ogni linguaggio si deve studiare la grammatica di base, altrimenti non si riesce a tradurre il testo.

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  4. @ Teologo cattolico: quale chiave di lettura suggerisci allora per la storia della prima caduta? se la interpreti allegoricamente (l’unico modo per aggirare le argomentazioni paleontologiche di Freespirit) allora cade il dogma del peccato originale così come lo intende la chiesa cattolica (ovvero colpa originaria che ha determinato la tendenza al peccato di TUTTA l’umanità per generazione, a partire da una prima coppia realmente esistita). Infatti, senza due personaggi storici, letterali, non ci può essere alcun peccato da propagare. Vorrei sapere inoltre com’è possibile che un peccato possa trasmettersi “per generazione” all’intera umanità, quasi fosse parte del genoma umano…..
    Come reagirebbe poi la chiesa, nel caso la paleontologia dovesse dimostrare che all’origine dell’umanità vi furono tante coppie (poligenismo) anziché una sola (monogenismo)? Accetterebbe il dato a costo di fare violenza al dogma, o rinnegherebbe per l’ennesima volta la scienza in nome del dogma?
    Infine, per tornare all’aspetto più squisitamente teologico della questione: se la chiesa insegna – in opposizione alla tesi del traducianesimo – che l’anima di ogni uomo viene creata da dio ex nihilo al momento del concepimento (o poco più in là), come spiega la sua corruzione “ab origine” dal peccato di Adamo? Dobbiamo forse concludere che è stato dio a crearla già macchiata dal peccato originale? E se ha potuto preservare Maria da tale peccato (cfr. dogma dell’immacolata concezione) perché non l’ha fatto anche con il resto dell’umanità? Non ha potuto o non ha voluto? O era così sadomasochista da voler porre lui stesso – ab aeterno – le condizioni che avrebbero poi reso necessario il suo sacrificio sulla croce?

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  5. Logicamente incontrovertibile poi è la critica che Luigi Lombardi Vallauri (formatosi in un ambiente cattolicissimo e tutt’altro che anticlericale) muove contro il dogma del peccato originale. Cito da una sua intervista, rilasciata nel 2009 a Milano:
    “Il primo problema è: come fai a trasmettere con lo sperma il peccato? Il secondo: come fai a trasmetterlo quando (il riferimento è ad Adamo) non esisti? Sono due difficoltà molto grosse della dottrina del peccato originale”.
    Infatti, storicamente parlando, non c’è stata nessuna coppia originaria, e il passaggio dagli ominidi “scimmieschi” all’Homo Sapiens Sapiens è avvenuto in modo graduale…
    ‎”Ed è molto strano poi che il battesimo tolga il peccato originale senza togliere nessuna delle sue conseguenze, cioè: la mortalità (che si riscontra anche negli altri animali, pur non avendo essi peccato), l’inclinazione al male, il dolore del parto, l’obbligo al lavoro….toglie solo la ‘cosa invisibile’, ovvero il peccato in sé stesso…. ma a ben vedere non toglie neanche quella per davvero perché, pur non avendo più il peccato originale, i genitori riescono lo stesso a trasmetterlo; difatti gli Armeni avevano tratto la conclusione che se c’è una popolazione, diciamo, tutta ‘vaccinata’, a cui è stato tolto interamente il peccato originale, questi genitori (privi di peccato) non devono più battezzare i bambini. Era logico, no? Il papa si precipita dicendo: ‘Essi, pur non avendolo, lo trasmettono’, e hanno inventato (come sempre in bioetica) il concetto di ‘portatore sano’. Vale a dire: hai ancora TUTTE le conseguenze del peccato originale, ti viene tolto, ma lo trasmetti. Tutto ciò è veramente bizzarro”.
    Cosa si può obiettare ad una critica così rigorosa ed inoppugnabile, condotta peraltro da un intellettuale che ha ammesso di venire “dalla famiglia più cattolica d’Italia”?

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  6. Innanzitutto: notabile è (come ho sempre sostenuto) che si tenda a fare sovramisura “esegesi” su dei passi specifici, spesso accumulando spiegazioni (nel caso dei credenti) paradossali, quando non si risale alla fonte di ciò che si disamina. Nella circostanza, la storia di Adamo ed Eva è una mera eco distorta di antichi miti est-semiti (Adapa e il Vento del Sud, al quale è stata aggiunta una variazione a carattere misogino) ed egizi (v. anche il caso di Caino e Abele, banale remake di Emesh ed Enten oltrechè della storia di Bata a Anubi).

    Indipendentemente da ciò, il pensare che cose del genere possano essere accadute veramente, e non già simbolicamente o come remake di ancorpiù malaccorte mitologie “pagane”, riduce “l’esegeta” al ridicolo, che però non sarà colto dal lettore, in quanto trattasi di tentativo di “razionalizzare” ed amplificare, nobilitandolo con interludi “assorti”, qualcosa che è chiaramente estraneo alla ragione, da parte di una persona sicuramente infallibile in quanto sottomessa ad un essere “superiore”.
    Dunque, il semplice sarà incapace di cogliere che, oltrechè chiara maschera di un padre permissivo da un lato, ma anche burbero e punitivo dall’altro, un dio del genere sarebbe chiaramente assurdo al limite della patologia senile.

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