Udite, udite: il Papa esorta i fedeli a condividere di più le proprie ricchezze con i poveri

Vedremo le istituzioni ecclesiastiche, e soprattutto il pontefice, condividere e distribuire molte ricchezze con i più bisognosi?

Oppure l’esortazione non vale per loro perché non trattandosi di ricchezze “personali” ma “della Chiesa”, non sarebbero cedibili?

Gli Atti degli Apostoli raccontano: “Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera…. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta “Bella” a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”.”

Ai mendicanti di oggi di tutto il mondo le istituzioni ecclesiastiche sembrano dire: abbiamo oro e argento, ma non possiamo darveli: non possiamo intaccare il patrimonio della Chiesa… In tal caso, dovremmo considerarli “I Ricchi e Poveri” o i “poveri ricchi”?

 

Vedere anche:

Evoluzione “naturale” del Cristianesimo

Vita da Papi

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