Vita da papi

Il Papa, dopo la vacanza in montagna (con un nutrito entourage di assistenti e tutti i servizi di sicurezza), si è ritirato nella “residenza estiva di Castel Gandolfo” ove si tratterrà per un mesetto.

I tre o quattro (miliardi) di persone che non hanno una residenza estiva o non si possono permettere una vacanza spensierata, non si devono preoccupare: nel discorso della montagna Gesù dice: “beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli” e, in Marco (10: 25), “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”.

Normalmente si dice: “….come un papa”. Il massimo sarebbe: “….come un papa in vacanza”.

Per approfondire: Evoluzione “naturale” del Cristianesimo

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9 risposte a “Vita da papi

  1. una domanda…lo so che nn c’entra niente…ma mi chiedevo, nel rito della comunione quando, dopo aver recitato il Padre Nostro, il prete dice “non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della tua Chiesa”…che fa??? chiede una specie di condono???

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  2. spiritualrationality

    Direi che si tratti più di sostituzione di soggetto.
    Da tempo non seguo da vicino gli sviluppi della prassi cattolica per cui le cose potrebbero essere leggermente cambiate, ma, fino a non molto tempo fa c’erano indulgenze di varia durata: (es. 3 anni, 10 anni, ecc.) e c’erano anche indulgenze plenarie…
    Credo di non sbagliare dicendo che le indulgenze sarebbero sconti sul periodo da passare eventualmente in Purgatorio.
    C’è poi la confessione che cancella i peccati…
    M. Lutero si era scandalizzato perché la Chiesa Cattolica, a quel tempo, commerciava ampiamente in indulgenze. Ma le messe a pagamento per i propri cari defunti o per altri scopi, non sono un acquisto di “grazia”?

    Sembra che ci siano condoni di tutti generi e tipi.

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  3. Come siete in cattiva fede! Quella frase è una preghiera nella quale si chiede a Dio di scusare i peccati a motivo della fede della Chiesa. Per Chiesa s’intende la comunità cristiana nella sua interezza (dal greco: ekklesia). In Genesi 18, 22 Abramo intercede presso Dio in favore di Sodoma e Gomorra adducendo la fede di alcuni loro abitanti. Devo fare, inoltre, una rettifica. Le messe per i defunti non sono a pagamento, quello che eventualmente si devolve è un’offerta per i poveri o per le necessità della parrocchia (es. bolletta della luce, riscaldamenti, ecc…). Non si tratta di un acquisto di “grazia”.

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  4. spiritualrationality

    Anzitutto grazie Luis per i tuoi commenti. Vedo che hai dedicato tempo ed impegno per dire cose non banali o superficiali.
    Come ho già notato, UN TEMPO LA PENSAVO PIÙ O MENO COME TE; UNA CONVINZIONE PROFONDA, COMPLETA E SENTITA, SOPRATTUTTO, COME DICI, NEL “MESSAGGIO D’AMORE DI GESÙ” …
    So per lunga e sofferta esperienza che, quando le convinzioni sono tanto lontane tra loro, tentare di argomentare, non solo è inutile, ma rischia di allargare il fossato.
    Per questo mi limito a farti notare che
    a) ogni grande religione offre tutte le risposte ai bisogni spirituali, anche i più profondi, dei propri credenti
    b) identici gradi di certezza esistono in ogni credente non superficiale di differenti religioni
    c) come dimostra la mia stessa esperienza, si può essere totalmente certi e poi rendersi conto che non erano stati visti aspetti diversi che gettavano una luce molto diversa su tutto…
    d) LA CERTEZZA NON È GARANZIA DI VERITÀ: anche i talebani e i kamikaze sono certi della loro fede.
    Permettimi un piccolo appunto/suggerimento: si può dissentire anche radicalmente nelle opinioni, ma NON È BENE RITENERE IN CATTIVA FEDE CHI LA PENSA DIVERSAMENTE, del resto, questo è considerato negativamente dalla tua stessa fede.
    Generalmente si ritiene che chi non crede lo faccia per comodo o negligenza. A parte che non è concesso esprimere un giudizio del genere, posso assicurare che veder cadere ad uno ad uno i pilastri della propria profonda convinzione religiosa non è una “posizione di comodo o negligenza”!

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  5. Non c’è di che, grazie!
    A me piace molto confrontarmi con chi non la pensa come me. Penso sia un esercizio di grande civiltà, anche nel caso (frequentissimo)che poi ognuno rimanga sulle sue posizioni.
    Non sono proprio d’accordo con alcune tue affermazioni:
    a) se ogni religione offre tutte le risposte ai bisogni spirituali, perchè esistono le conversioni?
    b) non credo che si possa parlare di certezze in materia di fede. Sia il cristiano, l’ebreo, il mussulmano, ecc…, non possono provare la loro fede. Tutto ciò è logico altrimenti non si tratterebbe di fede. Ciò che accomuna questi credenti di differenti religioni sono, piuttosto, identici gradi di fiducia, in ultima analisi di amore verso il loro Dio. Siccome sono convinto che lo spirito religioso alberga in ogni uomo, penso che questo discorso riguardi anche i non credenti. Anche loro non possono provare l’inesistenza di Dio, ma ripongono la loro fiducia nelle capacità dell’uomo.
    Per quanto mi riguarda mi sembra più sensato riporre fiducia in Dio, piuttosto che negli uomini.
    c) non ho mai detto che la certezza sia garanzia di verità. Talebani e Kamikaze si autoescludono dall’Amore di Dio in quanto, uccidendo l’innocente, violano la legge “naturale” che vale per tutti gli uomini.
    Infine vorrei precisare che non ho mai affermato che chi la pensa diversamente da me sia in cattiva fede, ci mancherebbe altro! Sono fermamente convinto che chiunque sia di retta coscienza (cioè che rispetta la legge naturale), credente o non credente, sia accolto a braccia aperte da Dio.
    Solo in un commento, quello riguardanti le croci, sono stato duro nei confronti degli autori. Questo perchè l’argomento trattato poteva essere considerato in termini oggettivi e le sciocchezze vanno rimarcate.
    Un saluto.

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  6. spiritualrationality

    Luis, alcune tue affermazioni mi fanno sperare che un minimo di dialogo sia possibile. Per capire se, ed eventualmente a che “livello”, si possa partire, potrebbe essere indicativo un tuo commento test sull’articolo: Ispirazione “divina” e umana e sulla domanda: “I fatti e le idee dimostrabili o autoevidenti non hanno bisogno di alcun atto di fede. Per convincerci che 5 + 5 = 10 basta provare a contare… La fede entra in gioco quando non ci sono prove evidenti o elementi sufficienti per dimostrare e convincere. Ma il passaggio dalla non evidenza e dall’incertezza alla certezza, anche qualora si tratti di possibilità o persino di probabilità, non è rischioso e indebito?”
    Ciao

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  7. Ho già fatto un commento, giorni fa, a proposito di: “Domande sulle religioni rivelate”.
    Per rispondere alla domanda sulla fede, quella del 5 + 5 = 10, posso dire che, in assoluto, avere una fede non mi sembra rischioso, tantomeno indebito. Ovviamente se questa venisse imposta, allora si tratterebbe di una violenza e quindi da censurare.
    Secondo me è un pò semplicistico dire che la fede subentri meccanicamente solo quando non ho la prova matematica di quello in cui credo. Certamente si arriva alla fede attraverso un percorso interiore personale. Nel mio caso gli inizi sono stati di pura razionalita. Studio delle scritture e ricerca storica. Successivamente mi accorsi che le parole di Gesù sapevano descrivere la mia vita, i miei sentimenti, le mie angosce fino a donarmi quella fiducia che ognuno può riporre solo in un Padre buono. La fede in un Dio è qualcosa di profondo, è determinata da una moltiplicità di causee, non può essere solamente dovuta alla mancanza di prove scientifiche. Credere in Dio è fondamentalmente amare Dio, fidarsi di Lui. Se io mi innamoro di una donna e voglio sposarla, posso pretendere la prova matematica che l’amerò per sempre? Sarebbe ancora amore?
    Secondo il freddo strumento della prova matematica la fede non può ritenersi una certezza e, quindi, sarebbe un esercizio indebito, ma la prova matematica può ritenersi uno strumento sufficiente per capire tutte le profondita dell’animo umano?
    La vera espressione di quest’animo è la fede, cioè la certezza dell’amore, un esercizio lecito.
    Un saluto

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  8. spiritualrationality

    Purtroppo, usiamo la parola credere in una varietà di significati. Questo genera confusione.
    Mi pare di capire che prendi la parola “credo” nel senso di “sono convinto”, non una “fede” assoluta e cieca.
    Posso dire che credo che l’universo sia popolato di mondi abitati: è una convinzione basata soprattutto sul fatto che nell’universo valgono le stesse leggi che sulla terra ove la vita si è adattata a situazioni di ogni genere, dalle profondità prive di luce degli oceani, al calore delle bocche vulcaniche marine, ai ghiacci polari, alle rocce, ai deserti più aridi, ecc. ma non faccio un atto di fede e sono sempre disposto a mettere in discussione la mia convinzione.
    Se intendi questo quando dici “credo”, non ho nulla in contrario, anche se “sono convinto” che Gesù non sia mai esistito come la figura “storica” del Nuovo Testamento e della tradizione Cristiana.
    Mi confermi che sei giunto alla tua convinzione attraverso ricerche e valutazioni personali; che ne pensi delle seguenti domande:
    “-E’ esatta l’affermazione che, “se la ricerca e la valutazione spetta ai singoli individui, qualunque convinzione che ne venisse tratta, non potrebbe che essere relativa, contingente, soggetta a nuove conoscenze, maturazione personale psicologica e cognitiva, ripensamenti e arricchimenti, ecc. “?
    -Sarebbe vera l’affermazione che nessuna persona comune e, solo pochissimi studiosi nel mondo, pur dedicando a questo la loro intera esistenza, potrebbero riuscire a studiare tutte le principali religioni con sufficiente approfondimento?
    -Possiamo sostenere che, se dovesse richiedere tanto studio, una adesione consapevole non sarebbe alla portata della gente comune?
    -Sarebbe esatto affermare che la valutazione individuale costituirebbe il primo anello di ogni fede e che, essendo un “anello debole” non potrebbe reggere alcuna assolutezza?
    -Come conseguenza, dovremmo considerare insostenibile qualsiasi “infallibilità” a valle della valutazione individuale? Nel bungee jumping, se il primo gancio non è sicuro, non ha senso affermare che, però, la corda è a prova di qualunque strappo….!”

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  9. Sto al gioco e ti rispondo:
    a)penso proprio di si. E questo vale per ogni ricerca. In primo luogo per quella scientifica, che non può mai dirsi completa. Essa è soggetta ad ogni possibilità di approfondimento e ciò costituisce il motore del progresso scientifico. Ma lo stesso avviene, secondo me, anche per la ricerca interiore alla scoperta del vero senso della vita. Anche questo è un cammino continuo alla ricerca della propria essenza spirituale. Questo duplice percorso riflette la complessità dell’essere umano, spirito e materia.
    b)Penso che occorre fare una distinzione: un conto è studiare una religione come un qualsiasi campo dell’erudizione ed un altro è abbracciarla come la “via” verso Dio. Sono due approcci completamente differenti che possono integrarsi od ignorarsi. Come è possibile quantificare un sufficiente approfondimento?
    c)Se parli di una fede religiosa ti dico di no, semplicemente perché non serve necessariamente tanto studio. Nel caso del Cristianesimo, questa fede si è propagata così velocemente perché, pur essendo profondo, sconvolgente e rivoluzionario, il messaggio di Gesù raggiunse i semplici confondendo i potenti. Questo avviene perché l’origine dell’uomo è Dio.
    d)Si, penso proprio di si. La ricerca e la valutazione di un percorso di fede verso Dio ha come prima fase un necessario cammino personale, ma poi occorre vivere la fede, occorre sperimentare la vicinanza di Dio, come quella di un Padre buono per il proprio figlio.
    Vedi, io sono “convinto” della storicità del Cristo dei vangeli e della tradizione cristiana in quanto dato verificabile, invece credo che Lui sia il figlio di Dio, in quanto l’amore presuppone la fiducia.
    Un saluto.

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