Il Sole di Dio (2a parte) – da “The Christ Conspiracy”

A. Churchward dimostra la complessa ma poetica mitologia celeste degli Egizi, sviluppata intorno al mito centrale molto prima dell’era Cristiana:

Il sole non era considerato umano nella sua natura quando la forza Solare al tramonto era rappresentata dal Leone con la faccia di Atum, la fiamma della fornace dal serpente infuocato Uati, l’Anima della sua vita dal Falco, dall’Ariete, o dal Coccodrillo. Finché Har-ur l’Horus più anziano era dipinto come il bambino al posto del vitello o agnello, pesce, germoglio della pianta del papiro, che ora aveva luogo nel Culto Solare, nessuna figura umana fu personalizzata nella Mitologia dell’Egitto…. Iside in questo Culto prende il posto di Hator come la Madre-Luna, la riproduttrice della luce nel mondo di sotto. Il luogo della congiunzione e della rinascita da parte del Sole-dio era nel mondo sotterraneo, quando lei diveniva una donna vestita dal il sole. Alla fine della lunazione la vecchia Luna moriva e diveniva un cadavere; a volte viene dipinta come una mummia nel mondo sotterraneo ed ivi veniva rivivificata dal Sole-dio: la fecondazione Solare della Luna che rappresentava la Madre, risultante nel suo generare il bambino della luce la “divinità storpia”, che era stata generata nell’oscurità.22

Massey fornisce un altro schizzo del mito come veniva applicato ad Horus, che, come Baal, era il sole nell’Età del Toro:

…. [Il] bambino Horus, che cadde giù nell’Ade come il sole sofferente per morire al solstizio invernale e venire trasformato per risorgere e tornare in tutta la sua gloria e potere nell’equinozio a Pascqua.23

Come abbiamo visto, la storia di Gesù è virtualmente identica in numerosi aspetti importanti a quella di Horus, un mito solare. Higgins lo spiega chiaramente:

La storia del sole …. È la storia di Gesù Cristo. Il sole nasce il 25 Dicembre, il giorno di nascita di Gesù Cristo. La prima e più grande delle fatiche di Gesù Cristo è la sua vittoria sul serpente, il principio del male, o il demonio. Nella sua prima fatica Ercole strangolò il serpente, come fece Cristna, Bacco, ecc. Questo è il sole che trionfa sui poteri dell’inferno e dell’oscurità; e, quando aumenta, egli prevale, finché viene crocifisso nei cieli, o decussato nella forma di una croce (secondo Giustino Martire) quando passa l’equatore nell’equinozio primaverile.24

In Malachia 4:2, YHWH dice, “Ma per voi che temete il mio nome sorgerà il sole della rettitudine, con la guarigione sulle sue ali”. Chi è questo sole della rettitudine con la guarigione sulle sue ali? Malachia è l’ultimo libro del Vecchio Testamento, e questa scrittura è una delle ultime di quel libro, che conduce direttamente nella storia di Gesù, che dai padri della Chiesa era chiamato veramente “sole della rettitudine”. Il sole della rettitudine di Malchia che sorge con “la guarigione sulle sue ali” in realtà è la luce salvifica che termina la malinconia della notte, la resurrezione giornaliera e la nascita del sole di una nuova era, che fu canalizzata e storicizzata in Gesù Cristo. Come “shamash”, che è la parola Ebraica per sole ed il nome del dio sole Babilonese, il sole della rettitudine di Malachia è anche il dio Moabita di Salomone Chemosh, che in Ebraico è lo stesso che shamash, uno sviluppo ironico considerando che Chemosh fu in seguito demonizzato dai Cristiani.
Gli attributi solari di Gesù sono anche presentati chiaramente dalla storia dei suoi seguaci che attesero di andare alla “tomba” fino al sorgere del sole quando “egli è risorto”. In Giovanni 2, Gesù dice, “Distruggete questo tempio, e in tre giorni io lo alzerò su”; comunque, come riferisce Giovanni, “….egli parlava del tempio del suo corpo”, una ammissione di allegoria biblica. In questa affermazione Gesù descrive la sua propria resurrezione solare, non quella del Tempio di Gerusalemme, anche se l’originale “tempio dell’Altissimo” è veramente il Tempio del Sole che è il “corpo” di Gesù. Infatti, Gesù è chiamato il “figlio del Dio Altissimo” (Lk. 8:28; Mk 5:7) e un sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec, che era il sacerdote dell’Altissimo, El Elyon, o Helios, il sole. In Atti 26:13, in riferimento alla propria conversione Paolo dice, “A mezzogiorno, o re, io vidi sulla via una luce dal cielo, più luminosa del sole, che splendeva intorno a me e quelli che viaggiavano con me”, essendo la luce, naturalmente, Gesù. Le parole “a mezzogiorno” rappresentano il sole al suo zenit, quando fa il suo lavoro nel Tempio dell’Altissimo, più luminoso che in ogni altra ora.
Come atteso, i primi Cristiani erano considerati adoratori del sole, come le loro controparti “Pagane”, anche se “adorazione del sole” è una inaccuratezza, poiché gli antichi non “adoravano” il sole come “il dio unico” ma lo veneravano come uno dei più potenti simboli della qualità della divinità. Per esempio, Crishna non era considerato solo il sole stesso ma la luce nel sole e nella luna,25 rendendolo, come Gesù, più lucente del sole. Come i templi dei loro predecessori, molte chiese Cristiane erano rivolte ad est, o il luogo del sole nascente. Infatti, come riferisce Doane, “Tertulliano dice che i Cristiani erano presi per adoratori del Sole perché pregavano verso Est, secondo il modo di quelli che adoravano il Sole”.26 Le parole effettive di Tertulliano, ex Pagano e vescovo di Cartagine, dalla sua Apologia sono come segue:

Altri, ancora, certamente con maggiore informazione e più verosimilmente, credono che il sole sia il nostro dio. Noi saremo contati forse Persiani, anche se noi non adoriamo la sfera del giorno dipinta su un tessuto di lino, avendo lui stesso ovunque nel suo stesso disco. L’idea senza dubbio ha avuto origine dal fatto che è noto che ci giriamo verso est in preghiera. Ma anche voi, molti di voi, qualche volta facendo finta di adorare i corpi celesti, muovete le vostre labbra in direzione del sorgere del sole. Allo stesso modo, se noi dedichiamo il giorno-del-Sole (Sun-day) a rallegrarci, per un motivo ben diverso che l’adorazione del Sole, noi abbiamo qualche somiglianza con quelli di voi che dedicano il giorno di Saturno alla distensione e al lusso, anche se anche loro vanno molto lontano dai comportamenti dei Giudei, dei quali certamente sono ignoranti.

Nelle sue proteste e contestazioni dei critici, Tertulliano ironicamente ammette anche le vere origini della storia di Cristo e di tutti gli uomini di dio simili affermando, “Voi dite che noi adoriamo il sole; così fate voi27. E’ interessante che, un aspro credente e fondatore della fede, Tertullino in seguito rinunciò al Cristianesimo.28
Cristo era frequentemente identificato anche/o come il sole da altri dei primi padri Cristiani ortodossi, incluso S. Cipriano (m. 258), che “parlava di Cristo come il vero sole (sol verus)”, e S. Ambrogio (@ 339-397), Vescovo di Milano, che disse di Cristo, “Egli è il nostro nuovo sole”.29 Altri padri della Chiesa che identificavano Cristo con, se non come, il sole includono S. Gregorio Nazianzeno (c. 330- c. 389), e S. Zeno di Verona (m. c. 375), che “chiama Cristo ‘Sol noster, sol versus’”. Inoltre, questa aperta adorazione del sole Cristiana non fu una aberrazione di breve durata, come vorrebbero raffigurarla coloro che proponevano il Cristianesimo. Weeless riferisce che “Leone il Grande al suo tempo (440-461) dice che era abitudine di molti Cristiani stare in piedi ai gradini della Chiesa di S. Pietro e rendere omaggio al Sole con omaggio di obbedienza e preghiere”.30
Per quanto riguarda tale conoscenza “dall’interno” del vero significato del Cristianesimo, Doane fa notare:

Molti scrittori Cristiani hanno visto che la storia del loro Signore e Salvatore è semplicemente la storia del Sole, ma essi o non dicono nulla, o, come Dr. Parkhurst ed il Rev. J.P. Lundy, sostengono che il Sole è una tipizzazione del vero Sole della Rettitudine.

Questo “genere di” sofisma è stato usato frequentemente nel dibattito “religioso” per sfuggire da un angolo stretto. Ma, i cospiratori Cristiani non possono nascondere il fatto che il loro “Giorno del Signore” è veramente Sun-day; da cui, il loro Signore è il sole.

Anche se questa informazione è stata ben nascosta, i primi Cristiani erano consapevoli che Cristo fosse il sole, poiché essi erano veramente Gnostici ed il mito solare era noto ovunque intorno a loro. Quando un membro di almeno una di tali sette Gnostiche voleva diventare ortodosso, egli veniva costretto a rinunciare alla sua “eresia” di equiparare Cristo al sole. Higgins riferisce sull’influente gruppo Gnostico ampiamente diffuso chiamato Manichei:

Quando un Manicheo passava all’ortodossia gli veniva richiesto di maledire i suoi precedenti amici nei termini seguenti: ”Io maledico Zarades [Zaratustra/Zoroastro] che, Mani diceva, era apparso come un Dio prima del suo tempo tra gli Indiani ed i Persiani, e che lui chiama il sole. Io maledico coloro che dicono che Cristo è il sole, e che fanno preghiere al sole, e alla luna, e alle stelle, e fanno attenzione a loro come se fossero realmente Dei, e danno loro titoli di Dei più splendenti, e che non pregano il vero Dio, solo verso est, ma che si girano intorno, seguendo i movimenti del sole con le loro innumerevoli suppliche. Io maledico quelle persone che dicono che Zarades e Buda [Budda] e Cristo e Manicheo ed il sole sono tutti uno e lo stesso”.31

Nella sua 2a Aplogia, Giustino Martire, riconosce che i Manichei Gnostico-Cristiani erano “adoratori del sole” e dice:

Conseguentemente, a me sembra che Menandro sia caduto in errore quando disse: “O sole! poiché tu, primo degli dei, dovresti essere adorato, per mezzo del quale noi siamo capaci di vedere gli altri dei”. Poiché il sole non potè mai mostrarmi il vero Dio; ma quella Parola salutare, che è il Sole dell’anima, solo per mezzo della quale l’occhio dell’anima stessa viene irradiato, quando Egli sorge nelle profondità dell’anima.

Per offuscare le origini del Cristianesimo, Giustino sta cercando di distinguere tra il sole degli Gnostici, che era il globo solare, e il “sole (sol) dell’anima” nella “persona” di Gesù Cristo. Difatti, anche il sole degli Gnostici e di altri “adoratori del sole” rappresentava il “sole” cosmico e cellulare che si trova nelle cose viventi, inclusi gli esseri umani, che, si percepiva, potesse diventare illuminato dallo Gnosticismo. Così, sia i Cristiani Gnostici che ortodossi si rivolgevano allo stesso “sole dell’anima”, ma gli ortodossi insistevano nell’attribuirgli un aspetto e forma particolari. Ci si potrebbe anche chiedere come il divino onnipresente sia separato dalla sua creazione, cosicché sia ovunque ma non nel sole, nella luna, nelle stelle, nel cielo, nella terra e in ogni cosa della creazione. Per ripetere, gli antichi non erano solo monoteisti, politeisti e “ateisti” – come i Cristiani chiamavano ed erano chiamati dai loro avversari – ma panteisti, vedendo il divino in ogni cosa, come è la definizione di onnipresenza.
È Chiaro che dai primi tempi Cristo veniva correttamente percepito dalle sette degli Gnostici come il sole, un fatto che i Cristiani storicizzatori furono continuamente obbligati a combattere, come è evidenziato dal giuramento anti-Manicheo specificatamente designato per confutare simili asserzioni. Eppure, come afferma Higgins, “… il Sole, Iao, e Gesù, dagli antichi erano tutti presi per lo stesso essere, e ci vorrà di più dell’abilità dell’intero genere sacerdotale per confutarlo”.32
In aggiunta, l’adozione (o, piuttosto, creazione) del Cristianesimo non fu un grande strappo per i cospiratori Romani:

Nella prima era Cristiana, gli imperatori Romani identificavano se stessi normalmente con il dio sole e tutti i suoi simboli: croce, aquila, fuoco, oro, leone, e così via. Costantino 1°, che la storia convenzionale saluta come il primo imperatore Cristiano, in realtà era un adoratore del dio sole, la cui immagine egli pose nelle sue monete, dedicate al ”sole invincibile, il mio protettore”.33

Infatti, una moneta da 100 lire emanata dal Vaticano raffigura una donna, che simbolizza la Chiesa, che tiene una coppa nella sua mano destra, che rappresenta il ”dio cialda pagano illuminato dal sole”.34 Questa “cialda” o ostia usata nella Comunione dalla Chiesa Cattolica come simbolo del corpo di Cristo in realtà è un simbolo molto antico del sole. L’”espositore” o “ostensorio” Cattolico, lo strumento utilizzato per mostrare l’”ostia del Signore”, è anche una da corona del sole, come ammesso dalle autorità Cattoliche.35 L’arte Cristiana, come quella del Buddismo e Induismo, fa un uso esteso dell’alone o sprazzo di sole dietro al proprio uomo di dio, madre di Dio, e santi. Come dice Massey, “L’alone di luce che viene normalmente mostrato circondare il volto di Gesù e dei santi Cristiani, è un altro concetto preso dal dio sole”.

La natura solare di Gesù Cristo viene così riflessa nell’arte, spiegando (perché) “nessuno sapeva che aspetto avesse” e perché egli fosse rappresentato variamente come un dio sole, come Apollo o Elia. Come dice Biedermann:

Nell’iconografia Cristiana il sole, che sorge sempre di nuovo all’Est, simbolizza l’immortalità e la resurrezione. Ci sono mosaici del quarto secolo che mostrano Cristo come una figura di Helios in un carro solare circondato da raggi di sole, o circondato da un nimbo solare. Poiché Cristo è trionfante anche sul tempo (chronocrator), egli nell’arte Romanica è frequentemente associato con il sole (che stabilisce la misura della lunghezza del giorno).36

Il termine “associato con” è una tipica offuscazione storicizzante, perché Cristo è il sole, che gli artisti Cristiani hanno ovviamente saputo. L’immagine di Apollo/Helios/Gesù è spesso di complessione molto chiara, con capelli corti biondi, che riflette non una persona reale ma la luce e il colore del sole. Altre raffigurazioni solari includono uomini con capelli rossi, rappresentativo del tramonto del sole estivo, e immagini nere simbolizzanti il globo nel mondo oscuro del mondo sotterraneo della notte, che è il motivo per i bambini e crocifissi neri in chiese in tutto il globo, non solo di Gesù ma anche di Crishna ed altri eroi solari. Come affermato, questi crocifissi neri hanno indotto alcuni ad affermare che Gesù fosse nero, cioè, Africano; comunque, nonostante questa spinta di rendere Cristo “tutte le cose per tutti i popolo”, queste immagini dipingono il sole nero o notturno. Infatti, essi sono parte del mito, che sostiene che il globo solare ed il cielo notturno sono un dio di due nature, rappresentato da “gemelli” che combattono per la supremazia.

Citazioni:

22.  A. C1iurchward, 226.

23.  Massey, EBD, 9.

24.  Higgins, II, 144

25.  Doane, 284.

26.  Doane, 500-2.

27.  Wheless, 147.

28.  Wheless, 144.

29.  http://www.christianism.com

30.  Wheless, 30.

31.  Higgins, 1,722.

32.  Higgins, I, 325.

33.  Walker, WDSSO, 15.

34.  http://www.aloha.net/-.mikeschtmonstrhtm

35.  http://www.a1oha.net/-ndkesch/monstr.htm

36.  Biedermann, 330.

Bibliografia relativa a “The Christ Conspiracy” di Acharya s

 

Ricerche Origini Cristianesimo

 

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Una risposta a “Il Sole di Dio (2a parte) – da “The Christ Conspiracy”

  1. la nostra vita è piena di bufale.All’età di 7 anni,credevo nella Befana ciecamente,poi uno mi aprì gli occhi.allora,improvvisamente piombai nella disperazione,ma poi,superai il trauma che per mè fu molto sentito.30 anni fà dopo avere letto molti articoli scoprii che il Cristinesimo è come una storia della Befana.Noi,in realtà adoriamo il Dio Sole come l’uomo della Pietra.Tutto il nostro mondo si basa sulla finzione.Ma la cosa più esilarante è che ,le persone più intelligenti che hanno capito che noi viviamo nelle menzogne credono fermamente in queste idiozie.Fanno finta di credere per oppurtonismo.

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