Ipotesi Ipotetiche 1 – Evoluzione Naturale

Gli elementi minimi costitutivi di tutta la realtà si uniscono e si combinano variamente tra di loro realizzando particelle più grandi. Queste, a loro volta, si organizzano e si collegano.

Le forze e gli elementi in gioco determinano il costituirsi di nuovi elementi, man mano più complessi, in tutte, o quasi tutte, le combinazioni possibili.

Oggi vengono costruiti potenti elaboratori elettronici capaci di svolgere compiti innumerevoli, complessi e stupefacenti. Eppure le funzioni di base degli elaboratori si riducono a semplicissime e minime operazioni. L’organizzazione in modo opportuno di operazioni minime ed elementari permette di ottenere risultati così sofisticati

La materia procede su livelli sempre più alti di complessificazione e di organizzazione fino agli atomi, alle molecole, alle macromolecole. Sembra che la materia proceda a forme di organizzazione superiori quando ha sviluppato tutte le possibilità al precedente livello.

I vari stadi di organizzazione non sarebbero permanenti e neppure sarebbero possibili se, insieme alla complessificazione non fossero presenti anche delle forze capaci di tenere unite le varie parti e di distinguerle dal resto del mondo circostante. Evidentemente, più le nuove entità sono complesse, maggiori devono essere le forze di coesione per riuscire ad unificarne gli elementi costitutivi.

Potremmo ipotizzare gli elementi costitutivi dell’intero universo allo stato puro scollegati tra loro, ma questo non potrebbe che essere teorico o un attimo iniziale perché subito le forze di aggregazione entrerebbero in azione.

L’organizzazione, mentre da un lato unifica i diversi componenti, contemporaneamente separa, divide e distingue dal resto circostante, dagli elementi costitutivi più semplici verso sempre maggiore complessità. Possiamo chiamare questo processo: “Complessificazione Unificante e Personalizzante”. L’unificazione procede in relazione alle varie entità complesse al loro interno, ma per quanto riguarda il mondo esterno, l’unificazione si manifesta in distinzione sempre maggiore.

L’agire ed il sentire unificato, diretto da un centro specializzato allo scopo e capace di percepire e di reagire in modo univoco e costantemente in contrapposizione o alternativa ad un mondo esterno e diverso, genera, in proporzione al grado di specializzazione del centro di organizzazione e di direzione interno all’individuo stesso, un senso di unicità, di divisione dal resto del mondo, un “io” autocosciente.

Quando si costruisce una casa, si prendono i mattoni, le pietre, il cemento ecc… si utilizzano dei materiali già presenti in natura, non si utilizza nulla che non sia già esistente. Ad un certo punto succede effettivamente qualcosa di veramente nuovo: Quel particolare insieme combinato ed organizzato realizza una funzione assolutamente nuova: la protezione dalle intemperie, la funzione di dimora.

La stessa cosa succede per tutte le attrezzature prodotte dalla moderna tecnologia, dalle auto ai computer: Con dei materiali già esistenti, attraverso l’opportuna composizione e strutturazione di parti si producono strumenti utili in quanto, appunto, permettono funzioni nuove e sempre più complesse.

Le fabbriche stesse, utilizzano materiali e manodopera già esistenti. Ma la particolare organizzazione degli strumenti e del personale permette funzioni nuove.

Forse l’uomo di oggi è identico a quello di qualche secolo fa, ma mai avrebbe potuto realizzare le conquiste spaziali senza tutta la complessa specializzazione ed organizzazione produttiva di oggi. La composizione organizzata di elementi idonei esprime nuove funzioni.

Potremmo immaginare pochi elementi di base in numero indefinibile che si compongono, si scompongono e ricompongono in forme sempre più stabili e valide e tutto in base alle intrinseche caratteristiche stesse degli elementi basilari.

Oppure potremmo pensare a delle forze o campi paralleli ad una specie di plasma inerte e ad esso variamente applicate e quindi espresse in relazione ed in proporzione alle forme ed alle capacità recettive ed espressive di ogni particolare forma. Un poco come dei corpi nuvolosi continuamente modificati dalle varie correnti e che poi, in base alle forme assunte vengano riempite di capacità per cui possano esprimere ed essere tutto quanto ogni particolare forma sia capace. Le nuvole sono formate da tantissime molecole di vapore acqueo. In base a vari fattori quali i venti, le pressioni, le temperature ecc.. si formano e determinano fenomeni diversi che vanno da forme diverse che si muovono in cielo a causa di pioggia, temporali, uragani, tifoni ecc.. Le forme verrebbero invase, “informate”, dalle capacità rese possibili.

Supponendo che nell’etere ci sia un insieme di segnali captabili completi ed al massimo della perfezione, vari strumenti di ricezione manifesterebbero il tipo e le qualità di segnale in base al tipo ed alla perfezione della strumentazione recettiva e di diffusione: o audio o video o audio e video, o mono o stereo, alta fedeltà ecc… la parte di ricezione e diffusione sarebbe condizionata e proporzionata ai vari tipi di apparecchiatura.

L’apparecchio è, da un lato ricezione, dall’altro riproposizione. Così la materia sarebbe “informata” e potrebbe esprimere questa essenza. La realtà potrebbe essere costituita da elementi in-formativi che, come i liquidi riempiono ogni avvallamento, ogni vuoto, e da elementi recettivi in-formati.

Gli elementi (o l’elemento) costitutivi di tutta la realtà esistente devono comprendere tutte le caratteristiche necessarie a formare tutta la complessità realizzata nel mondo a noi noto e anche a quella che potrebbe venir realizzata in un indefinito futuro, devono quindi comprendere delle qualità tali da rendere ragione sia di tutto il mondo che consideriamo materia inanimata, che di tutto il mondo degli esseri viventi. Per questo, oltre a degli elementi costitutivi fisici, immaginiamo anche una specie di “elemento costitutivo psichico”. O potremmo supporre, in analogia ai campi elettro-magnetici, un campo “psichico”.

Potremmo anche supporre che ci sia una interazione tra questo ipotetico campo psichico e le varie “in-formazioni” realizzate. In questo caso il mondo psichico potrebbe evolvere verso conoscenze sempre maggiori attraverso le esperienze concrete. A sua volta una simile evoluzione permetterebbe “in-formazioni” che tengano conto di passate esperienze.

Sembra proprio che sia successo così nel processo evolutivo sul nostro pianeta. Sembra che le forme viventi più recenti abbiano in qualche modo fatto tesoro delle esperienze maturate da forme viventi precedenti meno evolute.

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