Il Figlio (Son) di Dio è il Sole (Sun) di Dio – (1a parte)

….non c’è nulla di nuovo sotto il sole. (Ecclesiaste 1:9)

Nel corso delle ere, gli antichi non osservarono semplicemente i movimenti dei corpi celesti ma li personificarono e su di loro crearono storie che furono ricreate sulla terra. Da questa atmosfera politeistica, astrologica, venne la “più grande storia mai raccontata”, come di fatto è il racconto del vangelo, astroteologico e non storico, che registra i miti trovati intorno al globo per eoni. Così, la religione Cristiana, creata e puntellata per mezzo di falsificazione, frode e forza, in realtà è astroteologica ed il suo fondatore mitico, basato su molte migliaia di anni di osservazione da parte degli antichi dei movimenti ed interrelazioni dei corpi celesti e la terra, un favorito dei quali, comprensibilmente, fu il sole.

Il sole figurava nelle storie di virtualmente ogni cultura per tutto il mondo. In molti luoghi ed ere, il sole fu considerato il sostituto più visibile del divino ed il più potente elargitore di Spirito. Era visto come la prima entità nel “Vuoto” ed il progenitore di tutta la vita e della materia. Il sole rappresentava anche l’Uomo Archetipo, poiché gli esseri umani venivano percepiti come “entità solari”. In aggiunta all’essere un simbolo dello spirito perché sorge e tramonta, il sole era “l’anima del mondo”, significando immortalità, poiché viene eternamente risorto dopo “essere morto” o tramontato. Come notato, era anche considerato il purificatore dell’anima. Quindi, almeno dall’era degli Egizi fino ai Cristiani Gnostici, il sole, insieme alla luna ed altri corpi celesti fu visto come una “guida” verso il dopo-vita. Dai Zoroastriani Gnostici, il sole fu considerato “l’Arcimago, il più nobile e più potente agente del potere divino, che ‘avanza come un Conquistatore dalla cima del terribile Alborj per comandare sul mondo che egli illumina dal trono di Ormuzd’”.1 Molto prima dell’era Cristiana, il sole era noto come il “Figlio di Ormuzd”, il “Mediatore”, mentre il suo avversario, Ahriman, rappresentava l’oscurità, che causò la caduta dell’uomo.2

Il sole era considerato il “Salvatore del Mondo”, poiché sorgeva e portava luce e vita al pianeta. Era venerato perché causava lo schiudersi dei semi dando così la sua vita perché le piante potessero crescere; da cui, si considerava che si sacrificasse per fornire fertilità e vegetazione. Il sole è il “genio tutelare della vegetazione universale”3, come anche il dio della coltivazione ed il benefattore dell’umanità. Quando il sole “muore” in inverno, allo stesso modo fa la vegetazione, per venire “risorta” in primavera. I primi frutti, la vite e il grano erano considerati simboli della forza del sole ed erano offerti ritualmente al divino luminario. Si diceva che gli eroi e dei solari fossero anche insegnanti, perché l’agricoltura, una scienza fatta progredire dall’astronomia, liberò l’umanità per perseguire qualcos’altro che il cibo, come altre scienze ed arti.

Le varie personificazioni del sole rappresentano così l’”immagine della fecondità che si perpetua e ringiovanisce l’esistenza del mondo”.4 Nei loro aspetti di fertilità, il sole era il fallo, o lingam, e la luna era la vulva, o yoni, i principi generativi maschile e femminile, i generatori di tutta la vita sulla Terra.

Nei miti, i due pilastri o colonne del Tempio Celeste, i misteriosi Jachin e Boaz, sono il sole e la luna.5 Della relazione tra il sole e la luna, Hazelrigg aggiunge: “Il Sole può essere collegato ad un filo attraverso il quale i messaggi planetari vengono trasmessi elettricamente, e di cui l’umidità lunare è l’isolamento”.6

Nel mondo antico, la luce era il soggetto di stupore, e l’abilità della luce solare di far crescere le piante era considerata magica e miracolosa. La luce è tanto speciale che lo scrittore dell’Ecclesiaste illustra, “La luce è dolce, ed è piacevole per gli occhi osservare il sole”. Noi sappiamo che non è piacevole per gli occhi sostenere la luce diretta del sole; è però, piacevole per l’umanità osservare il sole quando sorge al mattino, mentre porta luce e vita. Veramente, il sole stesso è la “faccia del divino” a cui è impossibile guardare.

Così, il sole era molto importante per gli antichi, tanto che intorno al mondo per millenni una ampia varietà di popoli ha costruito templi solari, monumenti ed intere religioni con sacerdotesse e sacerdoti del Sole, insieme con rituali e armamentari complessi. Dentro queste religioni è contenuto l’onnipresente mito, una forma tipo o storia archetipo che personifica i cieli e la Terra, e li combina in un dramma riguardo alla loro interrelazione. Invece che essere una “racconto di fate” divertente ma inutile, come i miti sono erroneamente considerati essere, il mito è designato per trasmettere da generazione a generazione l’informazione vitale per la vita sulla Terra, in modo che gli umani non la debbano imparare ripetutamente ma possano progredire. Senza la conoscenza dei miti celesti, o gnosis, l’umanità sarebbe ancora nelle grotte.

Il mito celeste è complicato perché il mito solare è intrecciato con i miti lunare, stellare e terrestre. In aggiunta, alcuni dei vari attori celesti furono introdotti più tardi di altri, e molti di loro presero nuove funzioni quando l’attenzione si spostò dalle stelle alla luna, al sole, ad altri pianeti, e ancora indietro. Per esempio, Horus non è solo il sole ma anche la stella del Polo Nord, e il suo fratello gemello co-avversario, Set, rappresenta non solo l’oscurità ma anche la stella del Polo Sud. In aggiunta, con l’avanzare del tempo ed i cieli cambiano, come per la precessione degli equinozi ed i movimenti del sole annualmente attraverso lo zodiaco e giornalmente attraverso le sue “case”, come anche con i cataclismi, cambiano anche gli attributi dei corpi celesti nel mito. Inoltre, l’incorporazione delle fasi della luna nel mito aggiunge alla sua complessità:

La Luna, come il Sole, cambiava continuamente il tracciato nel quale attraversava i Cieli, movendosi sempre avanti e indietro tra i limiti superiori e inferiori dello Zodiaco; e i suoi diversi luoghi, fasi, ed aspetti ivi, e le sue relazioni con il Sole e le Costellazioni, sono stati una sorgente fruttuosa di favole mitologiche.7

Un esempio della complessità del mito è fornita dalla storia della “Regina del Cielo”, la dea Iside, madre di Horus, che non solo è la luna che riflette il sole, ma essa è anche la creatrice originale, come anche la costellazione della Vergine. Come la luna, essa è la “donna vestita col sole”, e come la Vergine, essa è la madre del sole. Essa è anche la Stella Maris, la “Stella del Mare”, poiché essa regola le maree, un fatto della luna noto fin da eoni fa, come lo erano i fatti della rotondità della terra e della centralità del sole del sistema solare – di nuovo, conoscenza mai veramente “persa” e “riscoperta”, come popolarmente presentato.

Il sole e la luna erano destinati ad essere un essere in alcune culture o gemelli in altre. Quando avvenivano le eclissi, si diceva che la luna e il sole si univano per creare un dio minore. Così il panteon continuava a crescere.

Anche se ora è generalmente considerato essere “maschile”, il sole era anche visto come femminile in molti luoghi, inclusa l’Alasca, l’Anatolia, l’Arabia, l’Australia, Cana, Inghilterra, Germania, India, Giappone, Nord America e Siberia. Il lato femminile del sole, naturalmente, fu soppresso dal patriarcato. Come dice Walker:

La tradizione popolare Europea di solito rendeva il sole maschile e la luna femminile, principalmente per affermare che la “sua” luce era più forte, e che “essa” splendeva solo per gloria riflessa, simbolo della posizione delle donne nella società patriarcale. Comunque, i sistemi Orientali e pre-Cristiani frequentemente consideravano il sole una Dea.8

Quando si include in questa complessità l’aspetto della fertilità degli dei e delle dee della vite e del grano, insieme con le descrizioni immaginarie trovate in tutte le mitologie e religioni, si può capire perché è stato tanto difficile determinare tutti gli aspetti.

Citazioni

1. Pike, 612.

2. Pike, 613.

3. Pike, 475.

4. Pike, 594.

5. Pike, 776.

6. Hazelrigg, 56.

7. Pike, 469.

8. Walker, WDSSO, 353.

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Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s”

Bibliografia relativa a “The Christ Conspiracy” di Acharya s – Ricerche Origini

 

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