Storicità dei Siti Religiosi

Molti indicano “la collina del Calvario”, la tomba di Gesù, le stazioni della croce, ed altri luoghi turistici in Gerusalemme ed Israele come evidenza che ci debba essere stato qualcuno lì e qualche dramma debba aver avuto luogo. E’ un fatto sfortunato che, a causa di questa credenza, centinaia di persone instabili abbiano corso per questi cosiddetti luoghi sacri cercando di farsi “crocifiggere” anche fino al giorno d’oggi. E’ questa stessa pazzia religiosa che ha permesso il fiorire non solo di storie come il mito Cristiano, e altri, ma anche il fiorente affare delle reliquie, luoghi sacri, ecc. Di questi supposti luoghi sacri, Wells dice:

Non c’è un solo luogo esistente in Gerusalemme che sia menzionato in connessione con la storia Cristiana prima del 326, quando Elena (madre di Costantino) vide una grotta che era stata appena scavata, e che fu identificata come la tomba di Gesù.11

Veramente, viene raccontato che quando il rappresentante di Elena fece indagini in Gerusalemme riguardo al “Signore e Salvatore Gesù Cristo”, nessuno aveva mai udito di lui salvo, presumibilmente, un vecchio, che prontamente mostrò all’inviato di Elena un campo di crocifissi sepolti, che apparentemente fu evidenza abbastanza soddisfacente per quelle grandi menti e personaggi onesti per sistemare la faccenda, cosicché essi sostennero di aver trovato la “vera croce”.

Doherty affronta il problema di questi cosiddetti luoghi sacri:

In tutti gli scrittori Cristiani del primo secolo, in tutta la devozione che essi mostrano per Cristo e la nuova fede, neppure uno di loro esprime il più piccolo desiderio di vedere il luogo di nascita di Gesù, di visitare Nazaret la sua città, i luoghi della sua predicazione, la stanza superiore ove egli tenne “l’Ultima Cena”, la tomba: dove fu sepolto e risorse dai morti. Questi luoghi non vengono mai menzionati! Più di tutto, non c’è un cenno di pellegrinaggio al Calvario stesso, ove fu consumata la salvezza dell’umanità. Un luogo simile come avrebbe potuto non essere stato trasformato in un santuario? E’ concepibile che Paolo non avesse voluto correre alla collina del Calvario, per prostrarsi sul sacro terreno che portava il sangue del suo Signore trucidato? Sicuramente egli avrebbe condiviso una tale intensa esperienza emozionale con i suoi lettori! Non sarebbe stato egli attirato al giardino di Getsemani, ove si riferiva che Gesù avesse passato attraverso l’orrore ed i dubbi su se stesso che Paolo stesso aveva conosciuto? Non si sarebbe egli gloriato nello stare davanti alla tomba vuota, la garanzia della sua stessa resurrezione? C’è veramente, in questa ampia terra riempita così di recente della presenza del Figlio di Dio, assolutamente nessun luogo sacro, nessun punto del terreno ove quella presenza perdurava ancora, santificata dal passo, tocco o parola di Gesù di Nazaret? Né Paolo né alcun altro scrittore di lettere del primo secolo emana un sussurro di alcuna cosa del genere.

In realtà è inconcepibile, particolarmente in considerazione del fanatismo religioso evidente anche oggi, che persone tanto zelati come Paolo ed altri primi Cristiani che si sostiene “morissero per la fede” a frotte fossero completamente disinteressati riguardo a tali luoghi sacri e alle reliquie.  

Per quanto concerne il valore dei luoghi attuali che si sostiene forniscano evidenza della storia Cristiana, si dovrebbe notare che, con grande sgomento della ortodossia Cristiana, la valle del Kasmir in India avanza pretese per i luoghi delle tombe sia di Mosè che di Gesù, che, come il profeta errante Yuz Asaf, si afferma che abbia vissuto lì per molti anni dopo la sua risurrezione. L’evidenza potrebbe sembrare convincente ai non iniziati; comunque, “Yuz Asaf” è fondamentalmente lo stesso che “Giuseppe”, che fu spesso un titolo di un sacerdote e non un nome.

In aggiunta, alcuni hanno tentato di situare gli “anni persi” di Gesù in India/o in Tibet, ove il viaggiatore Nicolas Notovitch si sostiene abbia ricevuto un testo dai monaci Tibetani riguardante la vita ed i tempi di Gesù. Notovitch sostenne che i contenuti di questo testo furono scritti “immediatamente dopo la Resurrezione”. Il manoscritto stesso si sosteneva che datasse al secondo o terzo secolo dopo l’era Cristiana e certamente non fu composto “immediatamente dopo la Resurrezione”.

Anche se datasse veramente ai primi secoli, il testo stesso dice all’inizio, “Questo è quello che viene riferito su questo argomento dai mercanti che sono venuti da Israele”, dimostrando così che non “Gesù” – o “Issa”, come viene chiamato lì – visse in India ma che la tradizione di Gesù fu portata in India e in Tibet dai commerci estesi e dalla rete di confraternite che permisero a tali storie di diffondersi prontamente. Il testo di Notovitch ha una visione cordiale dei Giudei, e addossa l’intero peso della Crocifissione su Pilato e i Romani, e fu apparentemente scritto non solo come propaganda Giudaica ma anche Buddista, come evidenziato dal seguente passo, destinato ad elevare Budda sopra Gesù: “sei anni dopo, Issa, che Budda aveva scelto per diffondere la sua parola sacra, poté spiegare perfettamente i rotoli sacri”. Un aspetto notevole del testo, comunque, consiste nelle sue esortazioni a favore delle donne, che sicuramente non sono né Giudaiche né Cristiane.

Inoltre, si dovrebbe notare che ci furono innumerevoli “profeti viaggianti” per tutto il mondo antico, che predicavano le stesse parabole e stereotipi e facendo il bagaglio standard di trucchi magici come Gesù, come fanno gli innumerevoli ioghi Indiani di oggi.

E’ difficile credere che gli Indiani o i Tibetani sarebbero molto impressionati da simili storie, poiché le loro stesse tradizioni sono piene di innumerevoli uomini di Dio del genere. Né è possibile che gli Indù non avessero riconosciuto nella “vita di Cristo” quella di Cristna/Crisna; veramente, lo fecero.

In aggiunta, a riguardo della “tomba di Mosè” Indiana, il nome “Mousa”, o Mosè, è comune in Casmir, come lo sono le tombe. Insieme con le tombe di Mosè e di Gesù, in India ci sono anche almeno due tombe dell’apostolo “Tommaso”.  

In effetti, durante i millenni, la costituzione di tali tombe venerate è stata una routine. Anche il Giappone rivendica le tombe di Mosè e di Gesù. Gli abitanti del villaggio di Shingo insistono che Gesù e suo fratello furono sepolti lì, e loro hanno le tombe per dimostrarlo. Come fanno gli Indiani ed i Tibetani con le loro nazioni, gli abitanti di Shingo sostengono che Gesù fu educato da maestri religiosi in Giappone durante gli “anni mancanti”. Il racconto Giapponese va oltre quello Indiano e sostiene che, dopo essere sfuggito alla crocifissione quando, per errore, suo fratello fu giustiziato al suo posto, Gesù fuggì con i resti di suo fratello e con seguaci a Shingo, ove sposò una donna Giapponese, divenne padre di tre figlie e visse fino a 106 anni. Quantunque alcuni locali giurerebbero che la storia è vera, viene fuori che le tombe Shingo sono quelle di missionari datate a partire dal 16° secolo.  

Questo tipo di confusione tra gli dei ed i loro messaggeri è dietro molti dei racconti su questo o quel dio o santone che sia stato reale, e che abbia camminato  o vissuto qui o là. Spesso la persona che predica di un dio straniero o “alieno” viene chiamata con lo stesso nome del dio; quindi, le sue gesta vengono confuse con la mitologia che sta presentando. Per esempio, un “sacerdote di Apollo”, diventa “sacerdote Apollo” e può poi venire accorciato in “Apollo”.

In casi di scontri di culture, una cultura intera o località può venire chiamata dal nome di un dio. Quando ci sono migrazioni, le tradizioni possono essere confuse tanto che sembri essere quella di un individuo anziché un’intera cultura. La confusione capita anche quando un certo numero di individui hanno lo stesso nome o titolo, come nel Buddismo, ove le gesta e i detti di molti Budda, mitici o storici, vengono combinati in uno solo.

L’esistenza di “tombe” o altri luoghi sacri prova poco di per sè, poiché è pratica comune mettere su luoghi simbolici, il cui simbolismo senza dubbio diventa perso per le masse. La costruzione di luoghi sacri è pure un grande affare-immagine dovuto al pezzo di proprietà ove Dio stesso nacque, camminò e morì! Fornendo un esempio di questo tipo di affarismo, Fox afferma:

… essi sostenevano che, appena fuori [Atene], c’era la grotta stessa nella quale l’infante Zeus era stato nutrito. Rivendicando l’infante Zeus, la città guadagnò onore, visitatori ed un tempio di particolare disegno. Naturalmente, la rivendicazione fu contestata da altre città che avevano grotte: il luogo di nascita di Zeus, come la sua tomba, divenne una materia di appassionata rivalità tra città…12

Anche l’isola di Creta avanzò rivendicazioni per le grotte sia della nascita che della morte di Zeus. A Delfi, Grecia, ci sono tombe che si ritennero appartenere a Dioniso ed Apollo, e Osiride ebbe la sua tomba a Sais in Egitto. Orfeo ebbe la sua tomba in Tracia.

Ci sono anche vari posti ove la Vergine Maria si riposò e/o morì, inclusa Betlemme, Efeso, e Getsemani, l’ultima delle quali al tempo non esisteva neppure.

Proprio recentemente un luogo nel Nepal avanzò pretese di essere “il luogo di nascita di Budda”.

Dobbiamo supporre che queste divinità nacquero o furono sepolte realmente in quei luoghi? Le colonne di Ercole sono celestiali, eppure fu data loro localizzazione geografica. Questo forse significa che Ercole fu un uomo reale? Nel caso dei vari dei e dei loro siti, l’astratto viene per primo, lo storico come secondo.

Ancora, luoghi ove si sostiene sia nato questo o quel dio, che abbia camminato, abbia sofferto, sia morto, ecc., si trovano tutto attorno al mondo, rivelando una occorrenza comune non rimarchevole che non è monopolizzata dal Cristianesimo e non ebbe origine con esso. Come afferma Walker:

Per tutta l’India “le orme di Budda” vengono ancora venerate nei santuari sacri; ma alcuni di questi (orme dei) piedi Buddisti furono originariamente venerati come (orme di) piedi di Visnù. Anche in precedenza, alcuni potrebbero essere stati (impronte di) i piedi rossi, tinti di henna della Dea. Nell’antichità, pietre dedicate a Iside e Venere furono marcate con orme, significando “Io sono stata qui”. L’uso fu copiato in seguito sulle tombe Cristiane, ove le orme portavano la scritta In Deo.13

Simili orme si trovano anche sopra quella che si sostiene sia la tomba di Gesù in Srinagar, India.

**Se la prova della storicità di un dio si fonda su tombe, luoghi di nascita, e simili, allora tutti questi dei devono essere stati storici, il che significherebbe che Gesù è un ultimo arrivato di una lunga linea di uomini di dio. In realtà, questa fabbricazione di reliquie e di siti è un comportamento standard nel mondo della costruzione del mito e non è indicazione di evidenza di storicità. Come notato, questi luoghi di nascita, tombe e reliquie di dei, uomini di dio e santi sono stati inventati di fatto per scopi turistici, cioè, per danaro.**

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Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s (http://www.myspace.com/acharyas)

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