Astrologia e Bibbia (estratto)

Nonostante i commenti e le esortazioni negative che si trovano nella Bibbia contro l’astrologia, l’osservazione delle stelle, la predizione e divinazione, noi scopriamo vari passi che si riferiscono chiaramente con affetto a queste arti magiche e ai loro oggetti di riverenza. Di fatto, in vari punti i cieli sono personificati e appaiono come personaggi meravigliosi le cui lodi vengono cantate da personaggi biblici, precisamente nello stesso modo delle loro controparti Pagane. L’autore(i) di Giobbe è un personaggio del genere, ed è in questo libro che noi troviamo riferimenti non ambigui all’astrologia. In Giobbe, “il Signore” personifica le “stelle del mattino” – i “figli di Dio” – e le ritrae “che gridano gioiosamente”. Nel cercare di far sentire Giobbe piccolo e che gli ubbidisca, il Signore presenta una lista dei suoi attributi divini, inclusa l’abilità di comandare i cieli felici:

 

Puoi legare le catene delle Pleiadi, o sciogliere le corde di Orione? Puoi tu condurre avanti il Mazzaroth nelle loro stagioni, o puoi guidare l’Orsa con i suoi figli? Conosci le leggi dei cieli? Puoi tu determinare il loro comando sulla terra? (Giobbe 38:31-33)

 

Il “Mazzaroth” è, infatti, lo Zodiaco. Orione è un attore prominente sul palcoscenico cosmico, come lo è l’Orsa. Le pleiadi, o “Sette Sorelle”, fin dai tempi molto antichi sono state elementi di molte mitologie ed astroteologie, inclusi gli Egizi, Babilonesi, Indiani, Greci e Messicani. La presentazione delle sette sorelle come “giudici” è un tema comune, e in qualche periodo si pensava che esse richiedessero dei sacrifici come propiziazione. Le Pleiadi nel Giudaismo influenzano più di quanto si ammetta, poiché alcuni dei numerosi “sette” menzionati in tutta la Bibbia si riferiscono a queste “sorelle”, come riferisce Walker:

 

Nella Gerusalemme pre-patriarcale [le Pleiadi] probabilmente venivano rappresentate dal sacro Menorah (candelabro a sette braccia) simbolizzante le settuplici Men-horae o sacerdotesse della Luna, come mostrato dalle sue decorazioni dei genitali femminili, gigli e mandorle (Esodo 25:33)9

 

Come si vedrà, dopo che subentrò il patriarcato, sembrerebbe, che il menorah sia venuto a rappresentare solo il sole, la luna e cinque pianeti interni.

Anche in Giobbe, un libro pieno di linguaggio immaginario celeste, l’autore descrive il Signore come colui che “descrisse un cerchio sulla faccia delle acque al confine tra luce e tenebra. Le colonne del cielo tremano…. La sua mano trafisse il serpente in fuga”. Nella mitologia i cieli sono descritti come un “abisso di acque”, così questa scrittura fa riferimento al circolo dello zodiaco, “descritto” o disegnato da Dio. Il “confine tra luce e tenebra” è, naturalmente, l’orizzonte, e le “colonne del cielo” tremanti sono le stesse tenute su da Sansone, il “sole splendente”. In aggiunta, “la sua mano che trafigge il serpente in fuga” si potrebbe riferire al dio Egizio Set/Seth, la costellazione del Serpente, o il cielo stesso; comunque, l’ultima parte si potrebbe tradurre anche come “il serpente contorto” che non fugge ma viene formato dalla mano del Signore, che rappresenta lo Scorpione. Di questa opera misteriosa e chiaramente astrologica attribuita a Giobbe, Anderson dice, “…. l’intero libro è una descrizione completa delle cerimonie Massoniche o Massoneria Egizia, o processo del morto da parte di Osiride….”10

In Salmi 19, noi sentiamo a proposito dei cieli “che dicono la gloria di Dio… non c’è discorso, né ci sono parole; la loro voce non viene udita; eppure la loro voce si propaga attraverso tutta la terra, e le loro parole fino alla fine del mondo”. A chi non è iniziato, questo suona strano – come possono i cieli dire la gloria di Dio?” E come la loro “voce” e “parole” si propagano fino alla fine del mondo senza discorso o parole? La parola per “voce” in Ebraico è correttamente tradotta con “linea” . Questa linea o linee sono i raggi cosmici dai vari corpi planetari, linee che furono percepite dagli antichi come se penetrassero anche la terra, una percezione che li spinse ad essere ansiosi di stabilire il “regno del cielo sulla Terra” con l’emulare quello che stava succedendo nei cieli. Anderson spiega l’importanza delle linee o raggi:

 

Tra le nazioni dell’Est si pensava che tutta la vita spirituale fosse venuta prima dal Sole, e la sua discesa magnetica alla terra, rivolgendosi alla terra, o residente sulla terra, e dopo aver passato una serie di evoluzioni, e differenti nascite e cambiamenti dai regni minerale, vegetale, e animale, salendo o discendendo la scala [come gli angeli di Giacobbe], secondo i raggi magnetici buoni o cattivi alle sue nascite ed alle sue esistenze di prova, il puro Ra, o corpo astrale, finalmente purificato e intellettualmente raffinato, e padrone di se stesso, finalmente veniva richiamato nel grembo del padre, il sole, da dove era stato inizialmente originato.11

 

Così, l’astrologia, o astrologos in Greco, è stata considerata la “parola di Dio”, come viene evidenziato nel biblico canto delle stelle e dei cieli che trasmettono la loro “voce” e le loro “parole” attraverso la terra.

Il passo dei Salmi continua: “Nei [cieli] egli ha posto una tenda per il sole”. Questa “tenda” o “tabernacolo” rappresenta un santuario sacro o casa di adorazione; così, i cieli sono veramente il tempio del sole, come anche degli altri corpi celesti. Questo tempio celeste, comunque, era continuamente ricreato tutto attorno al pianeta, come continua fino ad oggi, sconosciuto alle masse.

In Giobbe 9, è esplicito che Dio è un Divino Architetto dello Zodiaco “che fece l’Orsa e Orione, le Pleiadi e le camere del sud….” E ancora in Amos 5:8: “Colui che fece le Pleiadi ed Orione, e trasforma tenebre profonde nel mattino e oscura il giorno fino alla notte”. Il Signore “costruisce le sue camere superiori nei cieli e fonda volte sulla terra”. (Amos 9:6) Ed Egli viene lodato per la sua creazione astrologica: “Tu hai fatto la luna per segnare le stagioni; il sole per conoscere il suo tempo”. Come il Signore stesso, le sue creazioni come il sole, la luna, e i cieli sono considerati retti ed eterni, come viene riflesso in Salmi 89:37 e in Daniele 12:3; così, i corpi celesti servirono come simboli sacri e rappresentazioni di Dio.

Da questi vari passi biblici, è ovvio che il Signore non solo è architetto dei cieli ma è compiaciuto sia delle sue creazioni stellari che della sua abilità di comandarle. Stando così le cose, è ugualmente ovvio che l’astrologia non è un male, a meno che il Signore sia male, un’idea ampiamente sottoscritta dagli Gnostici, che affermarono che chiunque fosse responsabile di questo mondo caotico e “inferiore” dovrebbe essere un villano. Ma, se “Dio” è buono, allora “la sua” creazione deve essere buona, e gli scrittori biblici chiariscono che l’astrologia e lo zodiaco sono creazione del loro Signore.

Che le stelle, la luna ed il sole fossero considerati con una personalità è pure esplicito dai testi biblici. Origene, padre della Chiesa primitiva credeva, e fu ridicolizzato da “eretici” e “pagani” per la sua opinione, che “tutte le stelle e corpi celesti fossero esseri viventi, razionali, con anime”, e nella sua prova di questo egli cita Isaia 14:12, dicendo che il Signore ha “dato comandamenti a tutte le stelle”12

In Salmi 147:4, le stelle hanno nomi, dati loro dal “Signore”. Che gli scrittori biblici fossero consapevoli delle costellazioni è chiaro anche da Isaia 13:10: “Poiché le stelle dei cieli e le loro costellazioni non daranno la loro luce”. Il fatto che gli Ebrei credessero che il sole e la luna avessero personalità ed animazione è ulteriormente riflesso in Isaia 24:23: “Allora la luna sarà confusa, ed il sole si vergognerà”. Il sole e la luna sono ancora antropomorfizzati o personificati in Salmi 148:3, quando vengono richiesti di lodare il Signore.

L’importanza dei cieli viene ripetutamente enfatizzata in tutto il Vecchio Testamento, con il sole e la luna considerati anche i “governatori” del giorno e della notte, prodotti dall’”amore forte” del Signore (Ps. 136:9). Nel Cantico di Salomone, un imbarazzo dei Cristiani che temevano Dio per la sua aperta sessualità, “Salomone” usa immaginazione celeste per descrivere la sua amata: “Chi è questa che avanza come l’aurora, bella come la luna, splendente come il sole…” (Sol. 6:10)

Si ritiene anche che il sole e la luna guariscano, come è riflesso in Isaia 30:26, in cui la luce del sole e della luna aumenta “nel giorno quando il Signore fascia la ferita del suo popolo, e guarisce le ferite inflitte dal suo colpo”. (E questo da un Dio “amorevole”!) In aggiunta, le arti della medicina e dell’astrologia erano inestricabilmente collegate, perché le medicine erano frequentemente dispensate non solo sulla base dei sintomi ma anche su carte natali e altri derivati astrologici; da qui, “medici” o “dottori” erano anche astrologi, come anche sacerdoti e profeti. Come dice Allegro:

 

Per sapere i corretti dosaggi in questi casi si richiedeva una valutazione della suscettibilità del paziente agli effetti della medicina, forse il calcolo più difficile di tutto. Molto dipendeva dal “fato” del ricevente assegnatogli dalla sua nascita, il fattore che determinava la sua individualità, la sua statura fisica, il colore dei suoi occhi, e così via. Solo l’astrologo poteva dire questo, così l’arte della medicina per avere successo era essa stessa dipendente dall’astrologia e questo presupponeva la considerevole conoscenza astronomica…. Le arti combinate della medicina e dell’astrologia erano note e praticate dai Sumeri e dai loro successori Mesopotanici, come sappiamo dalle documentazioni cuneiformi come anche dalla fama che essi possedevano a questo riguardo nel mondo antico…. Questi tratti di carattere e di costituzione corporea potevano essere determinati con mezzi astrologici, così i primi dottori erano anche astrologi. [Il dottore delle origini] era anche profeta e fornitore di pronostici. Le arti del guarire e la religione erano inseparabili.13

 

Citazioni:

9. Walker, WEMS, 804.

10. Anderson, 113.

11. Anderson, 20.

12. Wheless, FG, 150-1.

13. Allegro, SMC, 31-5.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

 

 

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