La Migrazione Abramitica

Un altro abitante dei crocevia della terra dei Sumeri si sostiene che fosse il “patriarca” biblico Abramo, la cui storia di fatto riflette la fusione delle culture Ariane/Egizie. Come dimostrato, il mito di Abramo è parallelo in India, tanto che l’”Ur dei Caldei” apparentemente rappresenta non la città Sumera ma una “Ur dei Caldei” in India, e la storia della migrazione di Abramo ad Harran riflette il movimento di una tribù Brahaminica Ariana fino al Levante. Il mito di Abramo evidentemente rappresenta i seguaci fanatici patriarcali di Brahama che lasciano l’India durante una guerra sul genere causata dalle ere dell’equinozio, cioè, quella del Toro e dell’Ariete. Questa tribù Brahaminica apparentemente migrò dalla regione Indiana di Oudh (Judea), presumibilmente dal villaggio di Maturea, verso ovest attraverso la Persia, finendo in Goshen, “la terra del sole”, cioè, Eliopoli in Egitto, ove si trova un luogo chiamato Maturea/Matura. Mentre la tribù migrava dall’India, nominò vari punti di riferimento ovunque si stabilì con lo stesso nome o simile di quelli della propria terra di origine. Gli Abramiti o Brahamiti successivamente si spostarono dall’Egitto tornando indietro fino a Cana per creare la propria nazione, dividendo la terra e i popoli esistenti in 12 sezioni zodiacali sotto “Giacobbe”, o Set Colui che Soppianta, e i suoi “figli”, che in realtà erano dei tribali.

Tra numerosi altri esempi etimologici per supportare questa teoria migratoria, molti dei quali sono già stati forniti, Higgins fa notare che gli Ebrei sono chiamati “Yehudi” e la parola Sanscrita “Yuddha” significa guerriero, che certamente i Yehudi nei loro testi sacri sostennero di essere. In aggiunta, il padre di Krishna fu Yadu/Yuda/Yudi, o Judi, e la parola “Shaitan” – “avversario”, da cui deiva “Satana” – è lo stesso in Ebreo e Sanscrito. Higgins afferma ulteriormente che la culla della fede Buddista e Giainista fu nella città Indiana di Jessulmer, evidentemente lo stesso che Jerusalem, che, come abbiamo visto, si trova anche in Egitto. La connessione continua, poiché Higgins trova il dio/apostolo salvatore Siro-Ebreo-Cristiano Tammuz/Tommaso non solo in India ma anche in Egitto: “Tamus era il nome della divinità principale Egizia: lo stesso che Thamus della Siria”.20

È probabile che le migrazioni tra l’Africa/Egitto e l’India abbiano iniziato ad avvenire molte migliaia di anni fa e che queste culture condividevano una radice comune. Come dice Jackson, “Gli antichi popoli dell’India erano Etiopici Asiatici, e non dovrebbe sorprenderci che essi condividessero tradizioni comuni con i loro fratelli in Africa”. Di fronte a questa confusione, Higgins affermò come dato di fatto che le culture Indiane ed Egizie erano le stesse e furono divise prima dello sviluppo dei geroglifici.21 Si sostiene che i significati dei misteriosi geroglifici Egizi furono persi e riscoperti solo con il dissotterramento della Pietra di Rosetta dalle truppe di Napoleone e il suo linguista, Champollion. Comunque, Higgins affermò che la Pietra di Rosetta è un falso. Se questa asserzione è vera, e potrebbe certamente esserlo, considerando che la falsificazione e la contraffazione sono state fin troppo comuni, indicherebbe che i significati non erano mai stati persi e che la pietra fu fatta da membri della fraternità, che aveva conservato l’antica conoscenza. Noi possiamo ipotizzare che nel rilasciare l’informazione nascosta questi individui o erano interessati nella gloria della sua scoperta o desideravano che i geroglifici diventassero noti, una “riscoperta” che , naturalmente, alla fine condusse alla divulgazione del mito e del rituale pre-Cristiano Egizio imitato nel Nuovo Testamento.

Citazioni:

Stone, 108.

Higgins, 1, 584.

21. Higgins, I, 19.

Bibliografia

Traduzione da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza Laica Forum Laici Libertari Anticlericali

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